Milano – Numeri da record. Sono quelli dei migranti salvati nel Mediterraneo centrale: ben 13mila, in una sola settimana, quella dal 20 al 27 maggio. «Si tratta del numero totale più alto mai riportato nell’area» conferma il direttore dell’agenzia europea Frontex, Fabrice Leggeri. In generale, il numero di migranti arrivati in Italia a maggio (complessivamente 19mila) è stato il doppio rispetto agli arrivi di aprile: questo a causa soprattutto delle partenze da Egitto e Libia, mentre gli arrivi sulle isole greche sono calati del 60%. Anche se proprio ieri, la guardia costiera greca ha salvato 57 persone da una barca a vela che si era rovesciata al largo dell’isola di Lesbo. Oggi la rotta via mare più battuta è però quella che va dalla Libia a Malta, Lampedusa e Sicilia. Ma nelle ultime settimane, ed è questo anche il motivo dell’escalation dei salvataggi, l’agenzia europea ha registrato un incremento delle partenze dei migranti dalle coste dell’Egitto. Un viaggio lungo, affrontato a bordo di pescherecci ormai relitti, con motori malfunzionanti, senza il gasolio sufficiente per la traversata e stracarichi di persone.
E proprio questa nuova rotta egiziana rappresenta il tema caldo sul tavolo dell’agenda europea per quanto riguarda le politiche d’immigrazione. «L’aumento degli arrivi dall’Egitto ci preoccupa – ha detto Olivier Onidi, vice direttore generale della Commissione europea per l’Immigrazione e coordinatore delle politiche per la rotta del Mediterraneo centrale, nel corso dell’audizione in commissione Libertà civili del Parlamento europeo – Stiamo discutendo, anche con le autorità egiziane, per capire se ci sono punti deboli della catena di controllo dei flussi e di lotta al traffico di esseri umani».
Con l’aumento dei flussi, Onidi lancia anche l’allarme sul rischio di più morti nel Mediterraneo. Finora, ha spiegato, si è avuto un aumento del 30% delle vittime rispetto al 2015 e se continua così, a fine anno, il numero sarà anche maggiore.
Vista la situazione, secondo l’Ue è necessario intensificare la presenza nel canale di Sicilia. Oltre a pianificare lo spostamento di equipaggiamento tecnico e di guardie di frontiera dall’Egeo, Bruxelles rivolge un appello agli Stati affinché forniscano a Frontex più imbarcazioni per dare pieno supporto all’Italia.
Ma rimane calda anche la questione al Brennero, l’altra frontiera al centro delle polemiche e delle proteste sui migranti di passaggio. Anche se negli ultimi giorni è calato il silenzio, gli austriaci vanno avanti e continuano a lavorare su quello che chiamano «il management di confine». «Entro la fine di giugno saranno pronti 90 container che serviranno nel caso si dovessero registrare migranti in arrivo» ha dichiarato il governatore della regione del Tirolo, Gunther Platter, malgrado le rassicurazioni all’Italia dei mesi scorsi sullo stop del muro al Passo.
Intanto calano le richieste d’asilo in Europa nel primo trimestre 2016, rispetto all’ultimo del 2015: secondo i dati Eurostat, in tutto sono state 287.085, contro le 426mila dell’ultimo periodo dello scorso anno. Sebbene anche l’Italia veda numeri in calo del 10%, dalle 24.710 domande ricevute nel quarto trimestre 2015 alle 22.335 dei primi tre mesi del 2016, il Paese è al secondo posto in Europa (8%), dopo la Germania (175mila; 61%), per richieste ricevute. Seguono Francia, Austria e Gran Bretagna. (Daniela Fassini – Avvenire)



