Milano – Giornata incandescente ieri nel Canale di Sicilia. Con 26 operazioni di salvataggio, coordinate nella prima parte della giornata dalla Guardia costiera sono stati soccorsi circa 2500 migranti. Su uno dei gommoni recuperati è stato trovato il cadavere di un uomo. Le operazioni sono coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera e sono state coinvolte navi della Marina militare italiana, della Marina militare irlandese, di organizzazioni non governative come Moas e Medici senza frontiere e unità del dispositivo Eunavformed.
Un’ulteriore conferma dell’elevata pressione dei flussi migratori nel Mediterraneo centrale viene dai dati diramati ieri da Frontex relativi al mese di giugno, con 22.500 migranti giunti sulle coste italiane a giugno, in aumento del 24% rispetto a maggio. Il totale degli arrivi nel primo semestre del 2016 ha raggiunto così quota 69.500, vicino alle cifre di un anno fa.
I nigeriani rappresentano il 17% di tutti i migranti rilevati sulla rotta del Mediterraneo centrale, seguiti da cittadini che giungono da Eritrea e Sudan.
Il numero di migranti che hanno viaggiato sulla rotta del Mediterraneo orientale a giugno, arrivando principalmente in Grecia, ha raggiunto quota 1450, con un calo del 95% rispetto allo stesso mese del 2015. Il crollo – spiega Frontex – è il risultato di diversi fattori, tra cui gli accordi Ue-Turchia e le rigorose politiche di confine applicate dall’ex Repubblica iugoslava di Macedonia al confine con la Grecia. I siriani hanno continuato a rappresentare la quota maggiore di arrivi in Grecia, davanti
a pakistani, afgani e iracheni. Le isole greche dell’Egeo orientale hanno visto anche l’arrivo di molti migranti provenienti dall’Africa. Nei Balcani occidentali, il numero di migranti che hanno attraversato i confini esterni dell’Ue a giugno si è attestato a vicino al 3.500, leggermente superiore rispetto a maggio. I cittadini afghani hanno rappresentato quasi la metà dei rilevamenti.



