GMG: a Casa Italia aiuto per i connazionali

Cracovia – Con il tradizionale taglio del nastro apre ufficialmente i battenti Casa Italia, il punto di riferimento per tutti i giovani e non solo che dal nostro Paese arriveranno a Cracovia. Da ieri  in via Bernardynska 3, alle pendici del colle sul quale si staglia il celebre castello del Wawel, batte infatti un cuore tricolore. Un luogo familiare, aperto ogni giorno dalle 8.30 alle 23. All’accoglienza ci sono venti ragazzi riconoscibili dalle divise colorate. L’allestimento, ideato e realizzato da un gruppo di studenti dell’Accademia della grafica del patronato San Vincenzo di Bergamo, presenta sulla facciata le immagini dell’Italia da cartolina: la Scala di Milano, Giovanni XXIII, la Nazionale azzurra che solleva la Coppa del Mondo nella notte di Berlino 2006, la pizza e gli spaghetti. Una volta varcato il cancello, sulla parete interna dell’imponente struttura che abitualmente ospita l’Università San Giovanni Paolo II, campeggiano le gigantografie della banda di paese, delle mani che impastano o che cuciono, di un pallone sporco su un campetto di terra battuta.

Basta entrare per avere informazioni e materiali, risolvere problemi, ristorarsi, ma soprattutto incontrarsi, stare insieme e condividere esperienze, anche con chi è rimasto a casa. Nel grande cortile è stata predisposta una zona wi-fi gratuita per consentire a chiunque di mettersi in contatto con la famiglia e gli amici, postare commenti e foto sui social network, comunicare in tempo reale emozioni e sensazioni di un’avventura unica. All’interno, invece, sono operativi la segreteria, al lavoro per supportare gli accompagnatori e i responsabili dei gruppi e far fronte alle eventuali necessità, un ufficio del consolato italiano e un presidio medico. Insieme alle redazioni dei media promossi dalla CEI – Avvenire, Tv2000, radio InBlu, agenzia Sir, e a quella della trasmissione Rai A Sua immagine – è presente il team dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali per raccontare la GMG sul sito www.gmg2016.it e sui relativi profili Facebook, Twitter e Instagram, oltre che per fornire assistenza ai giornalisti italiani inviati a Cracovia. E dato che le parole d’ordine sono condivisione e accoglienza, a Casa Italia sono disponibili alcune sale dove i gruppi che ne fanno richiesta possono fare riunioni o incontrarsi con il loro vescovo, mentre è sempre aperta la cappella per pregare e fermarsi qualche istante in silenzio.(Stefania Careddu)