Roma – Completato il momento inaugurale del Centro Mediterraneo di Studi e Formazione Giorgio La Pira (promosso dalla Fondazione Migrantes e Comitato Firenze-Pozzallo e gestito dalla cooperativa Fo.Co; Patrocini della Fondazione e del Cenro Internazionale Studenti La Pira di Firenze), avvenuto lo scorso 25 giugno, il giorno 30 dello stesso mese, a Pozzallo, è stato avviato il primo Corso per Mediatori Interculturali. Nel primo modulo (30 giugno-2 luglio), sono state affrontate le tematiche della dimensione sociologica e antropologica delle migrazioni, aspetti normativi e buone pratiche organizzative, mentre nel secondo modulo (14-16 luglio) gli argomenti trattati sono stati quelli della mediazione interculturale, comunicazione, dialogo e identità.
I corsi, patrocinati dal Servizio Centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e protezione, mirano a formare la figura del mediatore ed a fornire ogni tipologia di consulenza sotto l’aspetto sociale, economico, giuridico e psicologico.
Attraverso questa proposta educativa, il Centro si pone l’obiettivo di formare mediatori interculturali con competenze e conoscenze che li rendano capaci di facilitare l’incontro tra persone diverse attraverso la funzione di mediazione linguistico-culturale e nella capacità di de-codificare i codici dei due attori della relazione (migrante ed operatore) e di aiutare il cittadino straniero a leggere e comprendere la cultura italiana alla luce delle culture di appartenenza e delle reciproche aree di pregiudizio. Il corso si propone, inoltre, di fornire strumenti conoscitivi e operativi per svolgere le funzioni di mediazione negli ambiti vitali ed estremamente sensibili del settore socio-sanitario e giuridico.
Questo primo corso di formazione è frequentato da 38 stranieri provenienti da diversi paesi dell’Africa Occidentale e Orientale, dall’area del Maghreb e del continente asiatico. Alcuni dei corsisti stanno già lavorando come mediatori in diverse realtà d’accoglienza presenti in tutta la Sicilia e da altre zone d’Italia come il Lazio ed il Piemonte. I giovani partecipanti si sono mostrati molto interessati e, stimolati dai relatori intervenuti, sono riusciti a sviscerare problematiche consuetudinarie e altre meno usuali, di fronte alle quali, spesso, risulta difficoltoso dare risposte o assumere decisioni.
Soddisfazione è stata manifestata anche dagli organizzatori del corso per l’elevato livello qualitativo della formazione e per la risposta della classe che, giorno dopo giorno, è sempre più coinvolta e convinta di affrontare con serietà questo percorso dal momento che, dalle scelte dei mediatori culturali, spesso, dipendono le vite dei migranti che quotidianamente sbarcano sulle coste italiane. (Giovanni De Simone)



