Roma – Dal 2001, l’8 agosto, si celebra la Giornata Nazionale del Sacrificio e del Lavoro Italiano nel Mondo. La data rimanda alla tragedia mineraria belga di Marcinelle quando, l’8 agosto del 1956 morirono 262 minatori, di cui 136 italiani: il numero più numeroso dei 600 italiani morti nelle miniere tra il 1946 e il 1956. Uno dei morti di Marcinelle, Attilio Dassogno, originario di Berbenno (SO), è rimasto sepolto in quella miniera, perché il suo corpo non è mai stato recuperato.
Il X Rapporto Italiani nel Mondo 2015 ha riservato particolare attenzione a Marcinelle e a tutti gli eventi tragici nella storia del lavoro migrante in Europa. “I numeri sempre più alti di nuovi emigranti italiani (nel 2015 oltre 108.000) costretti, per mancanza di lavoro o di un lavoro adeguato alle competenze maturate, a lasciare il nostro Paese, – spiega il direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego – rende attuale il tema della sicurezza e della tutela sul lavoro dei nostri emigranti. Come anche, l’aumento del numero degli incidenti sul lavoro e delle morti sul lavoro – hanno superato per la prima volta le 1000 unità nel 2015 – ripropongono il tema della sicurezza e della tutela sul lavoro degli immigrati in Italia. Al tempo stesso – continua il Direttore della Migrantes -, la situazione di paura di chiusura, con il ritorno dei confini e delle barriere doganali tra paesi europei, pone il problema rinnovato di come tutelare la partenza e i viaggi di chi dall’Italia, italiano o immigrato in Italia, decide di raggiungere un altro Paese europeo, per la ricerca di un lavoro”.
“Allora, in questo giorno il ricordo e la preghiera si unisce all’impegno per la tutela e la sicurezza dei lavoratori emigranti e immigrati, in un Europa che ritrovi la sua unità, il valore di essere una ‘casa comune’ – conclude Mons. Perego.



