Marcinelle: le iniziative ieri in Belgio

Marcinelle –Sessant’anni fa una tragedia tra le più gravi della storia dei lavoratori italiani nel mondo. Siamo in Belgio, a Marcinelle. E’ l’8 agosto del 1956: nel pozzo minerario di  Bois du Cazier un incendio riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di 262 lavoratori dei 274 presenti in quel momento. Di questi 136 erano italiani. Una  tragedia che costituì, come ha scritto il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella in un messaggio – 
uno dei “più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia 
italiana ed europea. Una tragedia assurta a simbolo delle 
sofferenze, del coraggio e dell’abnegazione dei nostri 
concittadini che lottavano – attraverso il duro lavoro – per 
risollevare se stessi e le loro famiglie dalla devastazione del 
secondo conflitto mondiale”.  “Proprio in questi stessi anni, i 
popoli europei, nell’anelito verso un futuro migliore, fatto di 
pace e prosperità – aggiunge – decisero di intraprendere un percorso comune, 
pienamente consapevoli di come le antiche divisioni avessero 
portato il continente a una lacerante devastazione, umana e 
materiale”. 


Mattarella auspica che la memoria dei 
martiri del lavoro italiano all’estero “possa costituire un 
esempio di impegno e di dedizione, ma anche un continuo sprone a 
migliorare le condizioni della sicurezza sul lavoro, ovunque nel 
mondo”.

A Marcinelle, in rappresentanza dell’Italia, il presidente del Senato Pietro Grasso che nel suo intervento ha evidenziato come questo luogo rappresenti oggi “un luogo di dolore ma sempre di più anche di speranza, perché anche da qui è partito il processo dell’integrazione europea, che ha prodotto libertà e diritti, assicurando la dignità e la sicurezza del lavoro come uno dei suoi principali obiettivi”. Per Grasso  “ricordare quel lungo cammino, ripensare a come eravamo e vivevamo rafforza la nostra determinazione ad accogliere con spirito di solidarietà chi oggi è costretto a migrare e ha diritto alla protezione internazionale, senza trascurare il dovere di ridurre le diseguaglianze e le marginalità che rendono le nostre società più vulnerabili al fondamentalismo e all’illegalità” annunciando che in autunno il Senato ospiterà una mostra dedicata a Marcinelle, rivolta soprattutto ai più giovani. “I nostri 
predecessori hanno ambito a costruire un’Europa unita, solidale, 
promotrice di pace e sviluppo, di quei valori di tolleranza e di 
libertà”, ed è ad essa che “guardano oggi con speranza uomini e 
donne, che fuggono da guerre e violazioni dei diritti 
fondamentali, da sottosviluppo e disparità, e che in troppi 
casi, al pari delle vittime di Marcinelle, sono pronti a pagare 
con la loro vita la ricerca di un futuro migliore”, ha scritto in un messaggio il ministro degli esteri Paolo Gentiloni.

 “I numeri sempre più alti di nuovi emigranti italiani (nel 2015 oltre 108.000) costretti, per mancanza di lavoro o di un lavoro adeguato alle competenze maturate, a lasciare il nostro Paese, – spiega il direttore generale della Fondazione Migrantes, Mons. Gian Carlo Perego – rende attuale il tema della sicurezza e della tutela sul lavoro dei nostri emigranti. Come anche, l’aumento del numero degli incidenti sul lavoro e delle morti sul lavoro ripropongono il tema della sicurezza e tutela de lavoratori immigrati in Italia”.

Alla celebrazione di Marcinelle anche il sottosegretario agli Affari Esteri, 
Vincenzo Amendola che ha letto il messaggio di Gentiloni e ha deposto, al cimitero, una corona di fiori al monumento “Sacrificio dei minatori italiani”, l’Ambasciatore d’Italia Vincenzo Grassi, l’ambasciatrice Cristina Ravaglia, direttore 
generale per gli Italiani all’Estero della Farnesina, autorità locali 
tra cui il ministro dei Trasporti François Bellot in rappresentanza 
del Governo federale, il ministro Paul Furlan in rappresentanza del 
Governo regionale vallone, e l’ex premier belga Elio Di Rupo. 
(Raffaele Iaria)