Papa Francesco: la missione di Madre Teresa “testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri”

Città del Vaticano – Madre Teresa, la “Santa” di Calcutta che ha dedicato la sua vita per i più poveri del mondo è ufficialmente “Santa” per tutta la Chiesa cattolica. Ieri mattina, davanti a oltre 120mila persone, in Piazza San Pietro, Papa Francesco, ha presieduto  il rito di canonizzazione. Con lui 70 cardinali, 400 vescovi e oltre 1700 sacerdoti oltre a migliaia di volontari, che hanno concluso il Giubileo a loro dedicato.

“Beatam Teresiam de Calcutta Sanctam esse decernimus et definimus ac Sanctorum Catalogo adscribimus…”: queste le parole del Papa accolto da un grande applauso. Nell’omelia  il pontefice ha evidenziato la “missione” di Madre Teresa di Calcutta “nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali”. Una missione che  “permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri”. “Oggi – ha detto ancora Papa Francesco – consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santità!”. Il Pontefice ha, poi, ammesso: “Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle ‘Madre Teresa’” auspicando che  “questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione”. Una santa “generosa dispensatrice della misericordia divina” che nella sua vita non ha mai mancato di rendersi disponibile a tutti “attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata”. “Si è impegnata – ha spiegato il Papa – in difesa della vita proclamando incessantemente che ‘chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero’. Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini – dinanzi ai crimini! – della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il ‘sale’ che dava sapore a ogni sua opera, e la “luce” che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere, per piangere la loro povertà e sofferenza”. (Raffaele Iaria)