UE: “Nell’accoglienza degli immigrati siamo ormai vicini al limite”

Roma – «L’Europa è vicina al limite» sulla sua capacità nell’accogliere nuovi flussi di rifugiati. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, in conferenza stampa a margine del summit del G20 ad Hangzhou, in Cina. «La comunità del G20 – ha aggiunto – deve iniziare a condividere la responsabilità» del fenomeno: ci sono 65 milioni di persone in fuga nel mondo e 4 milioni quelli che hanno dovuto lasciare la propria casa nella sola Siria. L’Europa – come aveva già fatto al G7 di Ise-Shima in Giappone, solo tre mesi fa – torna così a chiedere a tutti a collaborare. E mette sul piatto il suo modello, quel Piano esterno (il Migration Compact) che deve combattere le rotte dell’immigrazione clandestina, aiutando i Paesi di origine. Con fondi pubblici che attraggano quelli privati. Un piano fortemente spinto dall’Italia e da Renzi che, però, non condivide fino in fondo il rischio «collasso» evocato da Bruxelles (i numeri sono più o meno in linea con il passato, rimarca il premier) e invita l’Ue a farsi carico direttamente del problema dei rimpatri di chi non ha il diritto di restare. «Dobbiamo salvare tutti» in mare «ma non possiamo accogliere tutti», ha spiegato. «Abbiamo concordato sul fatto che bisogna fare di più per combattere le cause delle ragioni delle migrazioni di massa», ha spiegato il premier britannico Theresa May. Da parte sua, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ammonito che il risultato a oggi non è sufficiente. In una nota, ha ricordato che l’anno scorso, quando la Turchia era presidente del G20, manifestò nel vertice di Antalya la necessità di cercare soluzioni ai problemi del terrorismo e della crisi dei rifugiati. A suo modo di vedere le cose, a quasi un anno da quella riunione, «il G20 ha sospeso l’esame» della gestione della crisi dei rifugiati.