Roma – A Bolzano le aule hanno già accolto i propri studenti, invece, nelle maggior parte delle altre regioni della Penisola il nuovo anno scolastico ha preso avvio oggi 12 settembre. Gli studenti di origine straniera accolti dalla comunità scolastica sono circa 800 mila, in base a quanto emerso dal rapporto Miur- Ismu pubblicato quest’anno. Il 5,1% delle scuole mostra il 30% di alunni di origine straniera. Il comune con maggior numero di discenti con cittadinanza non italiana è Roma, mentre Milano si distingue per avere la più ampia comunità di studenti di origine straniera nati in Italia. Secondo i dati Istat, editi nel medesimo 2016, più di 300 mila alunni provenienti da altre nazioni frequentano le scuole secondarie. Di quest’ultimi il 30,4% sono nati in Italia, il 23,5% è arrivato prima dei 6 anni, il 26,2% è giunto nella Penisola tra i 6 e i 10 anni ed il 19,9% alle soglie dell’adolescenza, dopo gli 11 anni. La stima dei discenti provenienti da altre nazioni nella scuola primaria ammonta a circa 500 mila alunni. Riportiamo la testimonianza di uno studente proveniente dalla Romania. “Nel 2005 mia madre partì per lavorare in Italia e sfamare la nostra famiglia, perché a quei tempi non c’era tanto cibo e la gente riusciva a malapena a mangiare”- racconta il ragazzo. “Nel 2007 partii anch’io per l’Italia e quando rividi mia madre, dopo due anni passati a soffrire, non esistevano emozioni descrivibili. Per me era il dono più grande che Dio potesse regalarmi. Quando arrivai a casa di mia madre incontrai i proprietari, le loro due figlie e diventammo subito amici” – confida lo stesso. Dopo un paio di anni: un altro trasferimento per motivi di lavoro, in un paesino del sud della Lombardia. “Quando vidi la casa mi accorsi che mancavano le coperte e quindi dormivamo scoperti, per fortuna era ancora autunno. Quando iniziai la prima elementare imparai pian piano l’italiano” e da lì l’opportunità di socializzare e crescere all’interno della comunità accogliente. La scuola è il laboratorio dove si fa esperienza di sé e degli altri: essa è catalizzatore di norme sociali, modi di fare ed autonomie. Oggi “sono contento della mia vita” – attesta l’adolescente che parla un italiano da invidiare: per lui la scuola ha fatto la differenza.



