Roma – Questa mattina, presso l’università LUMSA, il direttore internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), p. Thomas H. Smolich SJ, interverrà agli Incontri europei degli ex alunni dei gesuiti, ospitati dalla Confederazione europea degli ex alunni dei gesuiti (ECJA) sotto il patrocinio dell’Unione mondiale degli ex alunni dei gesuiti (WUJA) sul tema “Migrazione globale e crisi dei rifugiati: è tempo di contemplare e agire”.
L’intervento di p. Smolich si incentrerà sulla risposta data dai gesuiti al fenomeno della migrazione e su quanto il Servizio dei gesuiti per i rifugiati sta facendo per venire incontro alle loro necessità. Nel contesto della sua riflessione sui tre pilastri della missione del JRS – accompagnare, servire e difendere – il Direttore internazionale fornirà una serie di informazioni che aiuteranno i partecipanti a comprendere nel loro complesso e in una chiave religiosa quali sono le complessità implicate nella migrazione .
Da ieri gli ex alunni europei dei gesuiti hanno iniziato il loro convegno con tre giorni di incontri ricchi di iniziative, laboratori e dibattiti volti ad analizzare in quale modo possano, in quanto europei e cristiani, prendere parte attiva nel risolvere le molte sfide che si pongono all’Europa a fronte dell’attuale flusso in entrata di rifugiati.
Per raccogliere informazioni approfondite e punti di vista pluralistici sull’argomento, Ilham Allah Ferrero, segretario generale della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Chiara Peri, responsabile dell’advocacy presso il Centro Astalli (JRS Italia), e Jill Drzewiecki, coordinatrice dello sviluppo della campagna Mercy in Motion (Ufficio internazionale del JRS) affronteranno oggi argomenti riguardanti integrazione e identità culturali, oltre a questioni di carattere sociale, economico e religioso in una prospettiva olistica.
Queste giornate di incontri europei promettono di costituire una serie di momenti in cui gli ex studenti dei gesuiti acquisiranno un bagaglio spirituale e intellettuale in grado di aprire loro anima e mente; un bagaglio che, una volta rientrati a casa, gli sarà di guida e ispirazione per vivere una vita di veri seguaci di Ignazio, si legge in una nota.



