OIM: il profilo dei migranti giunti in Italia

Roma – E’ stato presentata a Roma, nei giorni scorsi, la ricerca “Study on Migrants’ Profiles, Drivers of Migration, and Migratory Trends”, finanziata dal Ministero per lo Sviluppo Internazionale britannico (DfID) e realizzato dall’Ufficio di Coordinamento del Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), in collaborazione con l’Istituto universitario europeo (EUI) di Fiesole.

Lo studio, basato su 1031 interviste condotte dai ricercatori dell’EUI a migranti incontrati in numerose strutture recettive e insediamenti informali in Italia, ha raccolto informazioni sulle esperienze lavorative delle persone arrivate in Italia – soprattutto via mare – sul loro livello di educazione, qualifiche professionali e aspirazioni in termini occupazionali.

I dati raccolti mostrano come molti dei migranti intervistati – il 62 per cento – non siano partiti dal loro paese di origine con il progetto di venire in Europa. Il piano migratorio ha spesso preso forma lungo le varie tappe del viaggio, e non pochi sono coloro che volevano andare in Libia a lavorare ma che sono stati costretti alla traversata del Mediterraneo per fuggire ad abusi e violenze subite in quel paese. Molti sono inoltre coloro che si augurano di poter restare in Italia e che non hanno intenzione di proseguire il loro viaggio in altri paesi europei: un’inversione di tendenza rispetto a solo qualche anno fa, conseguenza diretta del mutamento delle composizioni dei più recenti flussi migratori. Le interviste hanno evidenziato come molti dei migranti abbiano avuto esperienze lavorative, a volte anche semi-qualificate, in vari campi, tra cui il settore della meccanica, dell’edilizia, dell’agricoltura e della pesca.

“Dai dati raccolti emerge – è stato sottolineato – come sia necessario creare opportunità di ingresso regolare per motivi di lavoro, anche incrociando i dati sul fabbisogno del mercato del lavoro italiano di manodopera semi qualificata e specializzata, e come di conseguenza risulti utile programmare, di concerto con le autorità competenti, un sistema snello di riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche degli immigrati in ingresso, prevedendo anche l’avvio di eventuali percorsi di riqualificazione professionale e di studio”. Lo studio sarà disponibile a fine settembre sul sito dell’OIM Italia.