Città del Vaticano – “Le opere di misericordia risvegliano in noi l’esigenza e la capacità di rendere viva e operosa la fede e la carità”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro, preannunciando che dedicherà alle sette opere di misericordia spirituali e alle sette materiali le prossime catechesi del mercoledì, nel quadro del Giubileo della misericordia che si conclude il 20 novembre. “Sono convinto che attraverso questi semplici gesti quotidiani possiamo compiere una vera rivoluzione culturale, come è stato in passato”, ha detto il Papa: “Se ognuno di noi ogni giorno ne fa una di queste questa sarà una rivoluzione nel mondo: ma tutti, ognuno!”. Per il pontefice le opere di misericordia “educano all’attenzione verso le esigenze più elementari dei nostri fratelli più piccoli, nei quali è presente Gesù” e rappresentano un “antidoto” in un mondo “colpito dal virus dell’indifferenza”: ha detto il Papa. Nel corso dei secoli “tante persone semplici le hanno messe in pratica, dando così genuina testimonianza della fede”. “La Chiesa d’altronde, fedele al suo Signore, nutre un amore preferenziale per i più deboli. Spesso sono le persone più vicine a noi che hanno bisogno del nostro aiuto. Non dobbiamo andare alla ricerca di chissà quali imprese da realizzare. È meglio iniziare da quelle più semplici, che il Signore ci indica come le più urgenti”. Papa Francesco ha concluso la catechesi ricordando madre Teresa, da poco canonizzata: “Non la ricordiamo per le tante case che ha aperto nel mondo, ma perché si chinava su ogni persona che trovava in mezzo alla strada per restituirle la dignità. Quanti bambini abbandonati ha stretto tra le sue braccia; quanti moribondi ha accompagnato sulla soglia dell’eternità tenendoli per mano!”.



