Roma – Sono 36.902 le persone scomparse in Italia e tre su quattro sono migranti. Infatti, le persone da rintracciare sono per il 77% stranieri (28.410) e solo per il 23% italiani (8.492).
E’ quanto si evince dalla Relazione semestrale redatta dall’ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse e illustrata al Viminale dal prefetto Vittorio Piscitelli e da Domenico Manzione sottosegretario al ministero dell’Interno.
Nella precedente relazione gli scomparsi erano 34.562; ora sono diventati 36.902. Dal 1974 – anno in cui è cominciato lo speciale censimento – al primo semestre di quest’anno le persone da
rintracciare, o scomparse, in Italia sono quasi 37mila, per la maggior parte di nazionalità straniera (77%). Se distinti per fascia di età si scopre che principalmente sono minorenni (64%).
Per quanto riguarda i migranti morti in mare “sono circa 700 i corpi ritrovati o, meglio, 675 sono le sacche, i ’body bags’, in quanto in ogni sacca non sempre ci sono ossa appartenenti a un solo corpo, perché si sono un po’ mescolate durante le operazioni di recupero e le mareggiate, con
resti nella stessa sacca di più cadaveri. La cifra stimata dai medici legali va dai 700 agli 800 corpi, simile alla stima di circa 900 persone che era stata fatta inizialmente”, ha detto – a proposito della tragedia del 18 aprile del 2015 al largo di Lampedusa – il prefetto Vittorio Piscitelli, Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, illustrando la Relazione.
Dei 675 ’body bags’, 217 sono relative ai corpi recuperati attorno al barcone, 195 in coperta, 218 nella stiva, 31 in sala macchine e 14 in sentina.



