I migranti in Italia: un incontro a Bologna

Bologna – Una grande lezione di realismo: così l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi ha definito l’incontro con monsignor Giancarlo Perego, direttore generale di Migrantes, che ha presentato a Bologna mercoledì scorso l’ultimo rapporto sull’Immigrazione, realizzato da Migrantes e Caritas. Lezione di realismo, dunque, per uscire dall’idea di un’invasione o di una emergenza incontrollabile. I dati oggettivi mostrano tutt’altra situazione.

Mostrano il fatto che gli immigrati sono ormai parte strutturale del nostro sistema economico e sociale.

Don Perego ha fatto alcune esemplificazioni: la cura degli anziani, ad esempio. In Italia c’è un milione di famiglie che ha bisogno di un aiuto per assistere gli anziani, e l’80% delle persone impiegate sono straniere. L’agricoltura e la zootecnia italiana, con tutta la ricchezza delle sue espressioni territoriali, conta in larghissima parte sugli stranieri e tra i nuovi assunti in questo settore 9 su 10 sono stranieri. L’Italia vanta un patrimonio di 50 milioni di turisti ogni anno, una vera miniera, fonte di ricchezza per il paese: il 35% del personale addetto alle strutture recettive è straniero. Insomma, senza stranieri oggi l’Italia non può essere se stessa. Per non parlare della scuola: i 400mila studenti stranieri che sono presenti nei nostri istituti, hanno salvato dalla chiusura oltre 2000 scuole e hanno reso possibile in grande percentuale l’assunzione degli insegnanti precari. Piuttosto l’Italia, e non solo la politica, ma tutto il tessuto sociale, deve cominciare a leggere un altro dato che è veramente inquietante. Gli immigrati se ne vanno: per la prima volta cala il numero degli immigrati sul nostro territorio. Ci sono 20mila persone in regione che non sono più da considerare immigrati, in quanto hanno maturato il diritto alla cittadinanza, ma si registra in modo sensibile il dato delle seconde partenze, proprio tra i nuovi italiani.

La vera emergenza quindi comincia a essere quella della emigrazione piuttosto che l’immigrazione. Che non sia un segnale che la nave affonda? Ma chi sono gli immigrati oggi presenti in particolare nel nostro territorio regionale? Gli stranieri residenti in Emilia Romagna sono 536mila, più della metà sono donne. Nelle scuole della regione abbiamo 95mila alunni con cittadinanza estera, il 57% dei quali nati però in Italia, e sono concentrati soprattutto nella scuola primaria. Per quanto riguarda l’aspetto religioso, si calcola che in Italia siano presenti 1 milione di cristiani cattolici per i quali si sono costituite 750 comunità, con 1500 preti stranieri in servizio. Ci sono poi 1.500.000 cristiani ortodossi e 1.500.000 islamici. La comunità cristiana deve sentirsi fortemente interpellata sulla sua capacità di accogliere i fratelli nella fede: a Bologna sono costituite un’ottantina di piccole comunità neo-evangeliche nelle quali confluiscono anche molti cattolici, soprattutto africani, che evidentemente non si sentono a casa nelle nostre parrocchie. L’attenzione dei media si è soffermata sul tema dei profughi e dei richiedenti asilo che stanno sbarcando sulle coste italiane. Anche qui Migrantes offre una lezione di realismo: dei 450.000 sbarcati solo 160.000 sono rimasti in Italia. La grande maggioranza non resta in Italia se non il tempo necessario per transitare verso il Nord Europa. Questo è il numero: 160.000, ma si può parlare di emergenza per un paese di 60 milioni di abitanti? Monsignor Perego ha ricordato come dopo la seconda guerra mondiale, le famiglie dell’Emilia Romagna – le famiglie, non i comuni o le amministrazioni politiche – accolsero 60mila profughi istriani e dalmati. Oggi con tutte le tutele e le coperture offerte dal governo, nella nostra regione sono accolti due profughi ogni mille abitanti. Il Molise ne accoglie 11. Su questi dati tutta la società, e non solo la politica, è chiamata a riflettere e ad agire. È gente che fugge da 35 guerre e 200 disastri ambientali. Si può e si deve fare di più, perché le persone non sono numeri. (mons. Andrea Caniato –  Incaricato diocesano e regionale Migrantes Bologna e Emila Romagna)