Mons. Perego: continuità di un magistero sulle migrazioni

Roma – “Non c’è nessuna ‘svolta’ da parte di Papa Francesco in tema di migrazioni”. Papa Francesco, infatti, anche ieri sull’aereo che lo riportava a Roma dopo il viaggio ecumenico in Svezia ha ribadito che “non è umano chiudere le porte e il cuore ai migranti e alla lunga questo si paga politicamente, come anche si paga quando si sbagliano i calcoli pensando di poterne ricevere di più di quanti se ne possano integrare: parole tutte assolutamente in continuità’ con le posizioni espresse in altre occasioni, ad esempio nel recente messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra nel prossimo mese di Gennaio”. A dirlo questa mattina Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes riflettendo sulle parole del pontefice e ricordando quanto sia flebile la distinzione, “comunque necessaria”, tra rifugiati e migranti economici, dei quali pure ieri ha “riaffermato i diritti, a partire da quello all’emigrazione che la Chiesa ha sempre difeso. Semmai nelle parole pronunciate sull’aereo in volo dalla Svezia – nota Mons. Perego in una dichiarazione all’Agi – c’è una sottolineatura importante sul fatto che l’Europa rischia di alimentare paure e chiusure perché il Papa esorta i paesi della Ue a non aver paura di integrare, essendo il Vecchio Continente precisamente frutto di integrazioni tra culture diverse”. Per il direttore di Migrantes nelle parole del papa “vi è un forte richiamo a salvaguardare il diritto di asilo con realismo: ricordiamoci che esso viene esercitato mettendo a rischio la propria vita e dunque valutare responsabilmente i mezzi necessari ad accogliere significa valorizzare strumenti come il lavoro e la scuola, e al contempo dire ‘no’ ai ghetti”.