A Rocca di Papa il Mondo migliore ospita 460 profughi

Roma – Nel novembre 1956 Papa Pacelli inaugurò a Rocca di Papa un grandioso complesso architettonico del Movimento per un mondo migliore fondato da due grandi gesuiti italiani, i padri Riccardo Lombardi e Virginio Rotondi, ed edificato sotto l’impulso dell’allora monsignor Fiorenzo Angelini. A sessanta anni di distanza quel centro, che si affaccia sul Lago di Albano proprio di fronte alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, continua a lavorare per un ‘Mondo migliore’ anche se con modalità diverse rispetto al passato. Grazie infatti ad una intuizione degli Oblati di Maria Vergine, l’ordine religioso ora proprietario della struttura, e della Cooperativa Auxilium, il complesso è diventato un centro di prima accoglienza per gli immigrati – gestito dalla Cooperativa san Filippo Neri – che quotidianamente sbarcano sul suolo del nostro Paese. Ieri pomeriggio per ricordare la venuta di Pio XII e rimarcare la ‘rinascita’ di questo luogo dopo quattro anni di abbandono, si è svolta una cerimonia che ha visto la presenza del cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, e di Gianni Letta. Il porporato ha presieduto la celebrazione eucaristica e nell’omelia ha ringraziato «il Signore per il bene arrecato alla Chiesa dal Movimento per un Mondo Migliore», nato dal «profondo zelo apostolico» dei padri Lombardi e Rotondi. Ha quindi rivolto «un ricordo particolare» agli Oblati di Maria Vergine «che hanno accettato di portare avanti questa grande istituzione, lavorando con lo spirito apostolico del loro grande Fondatore, il padre Brunone Lanteri». E quindi ha elogiato «l’opera sociale che qui svolgono i benemeriti amici della Società ‘Auxilium’ e della Cooperativa di S. Filippo Neri, al servizio di numerosi profughi e rifugiati». Nel corso della cerimonia Angelo Chiorazzo, fondatore di Auxilium, ha spiegato che attualmente il Centro conta più di 460 ospiti provenienti da 22 Paesi. Tra essi ci sono 60 donne e 21 bambini, mentre gli operatori che li assistono sono una settantina. Chiorazzo ha anche espresso il desiderio di «aprire sempre più il Centro al territorio ed in particolare alla scuole», in modo da «poter praticare una vera cultura dell’incontro». Letta ha sottolineato come il Centro – da lui frequentato ai tempi di padre Rotondi – è un «simbolo di quella che è l’accoglienza cristiana» predicata da Papa Francesco. L’economo degli oblati padre Silvano Porta ha espresso poi «la gioia grande» degli oblati per la riapertura del Centro. All’evento hanno poi portato il loro saluto il senatore Filippo Bubbico, viceministro dell’Interno; il presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni della  Cei e della Fondazione Migrantes, monsignor Guerino Di Tora; il vicepresidente vicario della Caritas italiana, il vescovo di Tursi-Lagonegro Vincenzo Orofino; il vescovo Giuseppe Sciacca, segretario della Segnatura apostolica e grande cultore della memoria di Pio XII. Presenti anche il vescovo di Frascati – diocesi in cui insiste il Centro – Raffaello Martinelli, il rettor maggiore degli oblati padre David Nicgorski, i monsignori di Curia Franco Camaldo e Stefano Sanchirico, e il sindaco di Rocca di Papa Emanuele Crestini. (Gianni Cardinale – Avvenire)