Ancora tragedie in mare: morti e decine di dispersi

Milano – Tre naufragi in 24 ore. Sei corpi senza vita recuperati, quasi mille persone salvate e decine di dispersi. Il bilancio che arriva dal canale di Sicilia, ancora una volta, è drammatico. Dieci operazioni di salvataggio in poche ore, di cui tre naufragi. I soccorritori hanno ancora negli occhi le facce di quei bimbi, di quelle donne e di quegli uomini aggrappati a quel che resta dei gommoni ormai affondati. È notte. Il buio e il maltempo nascondono i corpi in mare. C’è burrasca. Una petroliera si accorge che fra le onde c’è un gommone o quel che resta di qualcosa che poteva galleggiare. Si avvicina. Ci sono persone in acqua. Lancia l’allarme e nel frattempo mette in salvo 15 persone. Nello stesso momento, in un’altra zona del Canale di Sicilia un altro gommone è colato a picco. La nave Aquarius dell’Ong italo- tedesca Sos Mediterranee riesce a salvare 114 naufraghi. Sul gommone ormai completamente sgonfio, sono stati trovati cinque cadaveri. Una sesta persona è stata vista sparire risucchiata dalle acque. Altri 100 migranti sarebbero dispersi nel terzo naufragio al largo delle coste libiche, secondo la Ong tedesca Jugend Rettet, con una nave di soccorso nell’area impegnata nelle ricerche di superstiti. Il numero delle vittime potrebbe aumentare di ora in ora. «Dopo aver risposto alla chiamata della Guardia costiera, siamo arrivati sul luogo del naufragio alle due del pomeriggio – racconta Mathias Menge, coordinatore della squadra di ricerca e soccorso dei Sos Mediterranee – e subito abbiamo iniziato a distribuire i giubbotti di salvataggio e altri dispositivi di galleggiamento. Più tardi i sopravvissuti ci hanno detto che il loro gommone era partito dalla Libia alle 2 del mattino e dopo due ore aveva iniziato a imbarcare acqua. Quando la Aquarius è arrivata, la loro imbarcazione stava cominciando a sgonfiarsi. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma purtroppo sei persone hanno perso la vita in questa tragedia». All’arrivo della Aquarius i passeggeri dell’imbarcazione hanno cominciato a lanciarsi in acqua. Tra i naufraghi messi in salvo anche 24 minori, tra cui tre bambini sotto i 5 anni, e 8 donne. Un bambino, all’incirca di 10 anni e proveniente dal Camerun, era in acqua a testa in giù, privo di sensi per aver inalato carburante e bevuto acqua di mare. «Per fortuna è stato soccorso in tempo e portato a bordo per le cure mediche urgenti» racconta Sarah Giles, medico di Msf a bordo dell’Aquarius. All’arrivo sul ponte della nave molte persone erano traumatizzate, coperte di benzina e in lacrime. Molti dei sopravvissuti sono stati trattati per ipotermia, inalazione di carburante e gravi ustioni da benzina. Dal Viminale, intanto, c’è l’aggiornamento sul numero degli arrivi di quest’anno. Un numero aumentato, naturalmente, in quanto l’Italia, ormai da diversi mesi (esattamente dallo scorso 21 marzo, da quando è stato siglato cioè l’accordo Ue-Turchia) è l’unica porta aperta del Mediterraneo. Da qui e solo da qui si passa infatti per approdare in Europa. I migranti sbarcati sulle coste italiane dall’1 gennaio a oggi sono 166.686, il 16,09% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (143.581). Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, i migranti accolti attualmente sono 175.770, a fronte dei 103.792 e dei 66.066 di due anni fa: nel dettaglio, 137.347 sono nelle strutture temporanee, 13.888 nei centri di prima accoglienza e 1.474 negli hotspot mentre 23.061 occupano (al 31 ottobre) posti Sprar – Sistema protezione rifugiati richiedenti asilo. La regione che ne ospita di più e la Lombardia (13%) davanti a Lazio (9%), Piemonte (8%), Veneto (8%), Campania (8%), Sicilia (8%), Emilia Romagna (7%), Toscana (7%) e Puglia (7%). Raddoppiati inoltre i minori stranieri non accompagnati. Nel 2016 sono sbarcati 22.772 minorenni soli, contro i 12.360 dell’anno passato e i 13.026 di due anni fa (Daniela Fassini – Avvenire)