Roma – Nel 2015 i primi dieci paesi di accoglienza di rifugiati si trovavano in regioni in via di sviluppo (complessivamente il 58%, pari a 9,3 milioni di persone). Il dato è contenuto nel “Rapporto Protezione Internazionale” presentato questa mattina e redatto da Fondazione Migrantes, Anci, Caritas Italiana, Cittalia e Sprar con la collaborazione dell’UNHCR. La Turchia si conferma il paese che ospita il maggior numero di rifugiati al mondo nel suo territorio (2,5 milioni contro 1,6 dell’anno precedente). Segue il Pakistan con 1,6 milioni di rifugiati (in leggero aumento rispetto al 2014), la maggioranza dei quali provenienti dall’Afghanistan, e il Libano con 1,1 milioni. Al quarto posto troviamo l’Iran, con 979 mila persone, seguito a stretto giro dall’Etiopia (736 mila), la Giordania e il Kenya (rispettivamente 664 mila e 553 mila unità). Rispetto invece ai paesi di origine dei rifugiati, alla fine del 2015 la Siria rappresenta il primo paese al mondo con 4,9 milioni di rifugiati, distribuiti soprattutto nei paesi limitrofi, in particolare Turchia, Libano, Giordania, Iraq e Egitto, nonché in Germania e Svezia. L’Afghanistan si conferma al secondo posto con 2,7 milioni di rifugiati, la maggior parte dei quali residenti in Pakistan e in Iran, oltre che in Germania e Austria; segue la Somalia (1,1 milioni soprattutto in Kenya ed Etiopia), il Sud Sudan (778 mila stimati), il Sudan (628 mila), la Repubblica Democratica del Congo (541 mila), la Repubblica Centrafricana (471 mila), il Myanmar (451 mila), l’Eritrea (411 mila) e la Colombia (340 mila). Se conteggiati insieme, questi primi dieci paesi di origine ospitano il 76% della popolazione globale dei rifugiati sotto il mandato dell’UNHCR.



