Rapporto Protezione Internazionale: chi fugge, perché e verso dove

Roma – Nel 2015 e nel primo semestre del 2016 si è assistito all’acuirsi e cronicizzarsi di molte situazioni di guerra, tanto che si contano 35 conflitti in atto e 17 situazioni di crisi. Tali scenari di guerra, oltre a causare morte e distruzione, provocano la fuga di un numero tanto maggiore di persone quanto più lungo e cruento diventa il conflitto o quanto più perdurano nel tempo situazioni di insicurezza, violenza e violazione dei diritti umani. Altri motivi di fuga sono costituiti dalle disuguaglianze economiche, dalle disuguaglianze nell’accesso al cibo (per mancanza di un’equa distribuzione della produzione mondiale) e all’acqua, dal fenomeno del cosiddetto land grabbing, che sottrae terre produttive ai paesi più poveri, e dall’instabilità creata dagli attentati terroristici.

A causa di questi fattori si contano nel 2015 a livello mondiale 65,3 milioni di migranti forzati,  di cui 21,3 milioni di rifugiati  (16,1 milioni sotto il mandato dell’UNHCR), 40,8 milioni di sfollati interni  e 3,2 milioni di richiedenti asilo , il più alto numero registrato dalla seconda guerra mondiale.  I dati sono contenuti nel “Rapporto Protezione Internazionale” presentato questa mattina e redatto da Fondazione Migrantes, Anci, Caritas Italiana,  Cittalia e Sprar con la collaborazione dell’UNHCR.  Solo nel corso del 2015, più di 12,4 milioni  di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case in cerca di protezione; di queste, circa 8,6 milioni sono rimaste all’interno dei confini nazionali, mentre circa 1,8 milioni hanno trovato protezione in altri paesi. I restanti 2 milioni costituiscono i nuovi richiedenti asilo. Ciò significa che in media ogni minuto sono 24 le persone sfollate in tutto il mondo  (contro le 30 del 2014), circa 34 mila al giorno. Il numero totale dei rifugiati sotto il mandato dell’UNHCR (16,1 milioni) è aumentato per il quinto anno consecutivo, soprattutto per il perdurare del conflitto in Siria. Il numero complessivo di rifugiati è stato però ridotto grazie al ritorno volontario di circa 201 mila  rifugiati, il reinsediamento

di circa 107 mila  persone e la naturalizzazione  di almeno altre 32 mila . Alla fine del 2015, più della metà dei rifugiati a livello mondiale – il 55% ossia circa 8,8 milioni di persone – risiedeva  in Europa o in un paese dell’Africa sub-sahariana. In particolare: la regione sub-sahariana  ha ospitato 4,4 milioni di rifugiati; l’Europa  ha accolto un numero di poco inferiore al precedente (4,4 milioni, con un incremento di 1,3 milioni rispetto all’anno precedente); la regione dell’Asia e del Pacifico  ha ospitato 3,8 milioni di rifugiati; il Medio Oriente e il Nord Africa  hanno accolto 2,7 milioni di rifugiati; infine, la regione delle Americhe  ha ospitato la quota più bassa, pari a 746 mila rifugiati.