Roma – La situazione dei migranti a Pozzallo, uno dei luoghi di maggiore sbarco, è estremamente difficile, è da lì che arrivano i racconti della paura e delle violenze a cui sono sottoposti. Per donPaolo Catinello, direttore dell’Ufficio Migrantes di Noto, cui appartiene Pozzallo, “si vive una situazione di emergenza. In questo momento – dice il sacerdote in una intervista a Francesca Sabatinelli di Radio vaticana – stanno nascendo delle case di accoglienza, soprattutto per minori, perché l’emergenza riguarda soprattutto i giovani e i giovanissimi che stanno arrivando negli ultimi giorni. Ecco il perché dell’importanza di un’accoglienza che sia competente e professionale. Ma ci accorgiamo anche di come si faccia una grande fatica. Pozzallo è una piccola cittadina, i servizi, gli strumenti che possiamo avere a disposizione, purtroppo, non riescono a colmare le esigenze delle tante persone che arrivano. Ormai siamo arrivati a numeri molto importanti”. Per don Catinello sta nascendo una bella ‘disponibilità” a collaborare con le case di accoglienza per minori, soprattutto “con le nostre parrocchie, dove già in questo Natale verranno avviate delle attività volte all’integrazione”. Il direttore Migrantes sottolinea che a Pozzallo si “comincia ad assaporare un po’ di sfiducia tra le persone perché, da questo punto di vista, si sentono quasi sole ed abbandonate laddove non c’è un venirci incontro rispetto alle situazioni. Quindi non dipende da una questione di pregiudizio verso i ragazzi che, in questo momento, accogliamo qui a Pozzallo, quanto dal fatto che anche le istituzioni spesso si sentono impotenti dinanzi un fenomeno così grande. Noi stiamo cercando di avviare relazioni per integrare queste persone attraverso iniziative laddove già vengono accolte, perché Pozzallo è un hotspot e quindi molti arrivano per ripartire immediatamente, o dopo pochi giorni. Quindi il fenomeno – ripeto – ha dei numeri sicuramente importanti, ma al momento non riesco neppure a decifrarli. E le situazioni non sono delle migliori. Vorrei semplicemente aggiungere questo: che tutte le persone di buona volontà che abbiamo anche qui a Pozzallo – ha detto ancora il sacerdote impegnato in prima fila – oltre alle nostre comunità parrocchiali, si sensibilizzino verso questo fenomeno. Parliamo veramente di fratelli, di persone che hanno tanto bisogno, prima di un tetto e poi di trovare calore umano. Questa è la cosa più importante”.



