Milano – Si continua a morire nel Mediterraneo. E, come sempre accade, sono soprattutto i più indifesi a pagare il prezzo più alto: nella nuova ed ennesima tragedia che si è consumata nel Mar Egeo, fra Grecia e Turchia, sono quattro bambini e una donna le vittime finora accertate. Ma il bilancio potrebbe essere provvisorio. La notizia dell’ultima tragedia del mare arriva dalle autorità turche che confermano anche di aver salvato altre otto persone. Tra loro c’è anche un bambino di tre anni, che è stato ricoverato all’ospedale di Ayvalik in gravi condizioni. Solo quest’anno, sulla stessa rotta del Mediterraneo Orientale, tra Grecia e Turchia, 429 migranti sono morti sono nel tentativo di raggiungere le piccole isole greche e sbarcare in Europa.
Intanto è salito a 4.906 il numero complessivo dei migranti morti nel Mediterraneo nel 2016, secondo gli ultimi dati diffusi a Ginevra dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni. A pochi giorni dalla fine dell’anno, il dato è nettamente superiore ai 3.777 decessi segnalati per tutto il 2015. Il tasso di mortalità nel 2016 è inoltre di gran lunga superiore a quello di un anno fa. Quest’anno un migrante è morto per ogni 73 giunti via mare. Nel 2015 la cifra era di un decesso per 267 arrivi, sottolinea l’Oim in una nota. In prima linea a salvare migranti in mare, la Guardia costiera italiana ieri è stata nominata ‘Goodwill Ambassador’ di Unicef. «Perché – si legge nella motivazione – con il suo impegno profuso in mare e a terra nell`attuale emergenza che coinvolge l`area del Mediterraneo, rappresenta ovunque lo spirito di solidarietà che deve animare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dei bambini e delle bambine del mondo». (D.Fas.)



