Migrantes: equazione migranti-terrorismo è assolutamente sbagliata

Roma – “Quando capita un fatto come quello
di Berlino, c’è chi utilizza e strumentalizza anche questi fatti
per ritornare a parlare di espulsioni, di selezione di un
diritto di asilo nei confronti di alcune persone. Credo che
occorra combattere assolutamente queste derive che sono
assolutamente anti-democratiche, ma soprattutto non tutelano il
dramma di chi oggi è in fuga da guerre che sono combattute anche
per colpa nostra e grazie alle nostre armi”. Ad affermarlo è stato il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego dopo l’attentato di Berlino ed alcune proposte, in Italia, di chiudere le frontiere. Per il direttore dell’organismo pastorale della Cei “ogni volta che capita un fatto che interessa un richiedente
asilo o un rifugiato o comunque una persona immigrata, si
ripropone sempre questa coniugazione terrorismo oppure
delinquente uguale immigrato”: una “equazione, questa – ha spiegato alla Radio Vaticana –  assolutamente sbagliata, e i
fatti lo dimostrano. Sono arrivate 180 mila persone, quest’anno,
e sono persone che sono in fuga da situazioni drammatiche. E’
chiaro che ci sono anche alcuni casi di radicalizzazione, ma
partire dalla radicalizzazione per negare un diritto
fondamentale, in democrazia, che è il diritto alla protezione
umanitaria e diritto all’asilo, credo che sia un passo indietro
grave”.
Di fronte ai fatti di terrorismo e di fronte ai morti in
mare, mons. Perego crede che serva “un ingresso legale nel contesto
europeo, secondo una distribuzione equa e soprattutto non
caricando alcuni Paesi di questa responsabilità . E qui è
chiaramente in gioco il cambiamento del regolamento di Dublino,
che guardi soprattutto a vie legali di ingresso di cui i
corridoi umanitari – ha concluso – sono sicuramente tra gli
strumenti importanti”. (R.Iaria)