Cagliari – Padre Stefano Messina, degli Oblati di Maria Immacolata, è il responsabile diocesano per l’ufficio Migrantes di Cagliari, che si occupa della pastorale per i migranti.
«L’importanza di questo ufficio – racconta padre Stefano – è data dal peso che la migrazione assume nella nostra società. È un fenomeno che ci tocca da vicino e ci caratterizza come paese, pertanto si deve trovare la giusta dose di accoglienza e fraternità nel rispettare le radici culturali e spirituali di chi arriva nel nostro paese».
La multiculturalità coincide con il rispetto della diversità come elemento di integrazione. «Organizziamo – prosegue – padre Stefano – incontri di conoscenza, sia tra cristiani di diverso culto che tra cristiani e musulmani e continua il dialogo per cercare una sana integrazione sul nostro territorio. Non a caso il messaggio del Papa per l’annuale Giornata mondiale del rifugiato e del migrante pone l’accento sui migranti minorenni, i soggetti più vulnerabili e senza voce. Dal 2001 i minori immigrati in Italia sono oltre un milione».
Per quanto riguarda il percorso diocesano, appuntamento presso la basilica di sant’Elena a Quartu, a partire dalle 11.30 con la Messa presieduta dal vescovo di Cagliari Arrigo Miglio. «Stiamo cercando di diffondere una rete sul territorio – spiega padre Messina – che comprenda comunità parrocchiali e istituzioni. Siamo consapevoli che questo sia un fenomeno complesso, per ora abbiamo iniziato dalla forania di Quartu, ma contiamo di proseguire anche nel resto della diocesi».
Ma l’attività dell’ufficio Migrantes non si ferma qui.
«Stiamo lavorando – evidenzia – con i Rom a Selargius per quanto riguarda il doposcuola, per un maggiore inserimento e integrazione. Abbiamo poi creato un centro studi Migrantes per riflettere sull’importanza del fenomeno migratorio e sui risvolti nella nostra società».
Tanta carne al fuoco, ma il lavoro da fare è ancora tanto. «La mia sensazione – conclude padre Stefano – è che ci sia molta volontà di accogliere il prossimo e una diffusa benevolenza verso i migranti: si tratta ora di trasformare questi sentimenti in qualcosa di concreto, con progetti sul territorio che puntino più su piccole strutture di accoglienza, così da entrare meglio in contatto con le realtà locali. È fondamentale nel nostro agire la collaborazione con alcune istituzioni come la Regione e l’Anci». (Francesco Aresu)



