Rossano- L’Ufficio Migrantes della diocesi di Rssano-Cariati, nella conduzione del progetto “Presidio” e del progetto “Dietro il codice a barre ….libera lo schiavo”, si è imbattuto nella realtà degli Orfani Bianchi. Fenomeno questo, poco noto perchè spesso non si conosce cosa i migranti si lasciano alle loro spalle quando si allontanano dalle loro terre d’origine per raggiungere l’area afferente alla Sibaritide o altre mete, al fine di poter fuggire ala guerra e alla povertà.
Fenomeno emergenziale che vede – spiega l’Ufficio Migrantes della diocesi di Rossano-Cariati – in particolare le donne romene e bulgare che si inseriscono nella quotidianità delle famiglie italiane come colf o badanti e ne condividono i problemi, l’intimità, facendosi carico della fatica e delle preoccupazioni anche a scapito della loro stessa vita privata, lasciando i propri figli ai loro parenti o, addirittura, negli orfanotrofi o nei convitti sociali dei loro paesi; da qui, appunto, detti “Orfani Bianchi”. Molti di questi ragazzi, anche se riescono ad avere dei contatti coni loro genitori, sono fortemente segnati – dce il direttore dell’Ufficio Giovanni Fortino – dall’esperienza dell’abbandono, portando con sé cicatrici emotive molto profonde e il più delle volte, non riuscendo a superare questa fase, cadono nella depressione e in molti tentano il suicidio. Quella degli orfani bianchi è diventata una vera emergenza in molti paesi dell’Est Europeo (soprattutto Romania, Ucraina e Moldavia), segnati da una forte emigrazione femminile. Secondo alcune fonti – spiega Fortino – sarebbero 750 mila in Romania e 100 mila in Moldavia i bambini e gli adolescenti che vivono questo dramma. In Italia il fenomeno è seguito dall’associazione Donne Romene in Italia – ADRI che da tempo cercano di combattere ad ampio raggio questa emergenza prodotta dallo sfruttamento lavorativo. (Antonio La Banca)



