Milano – Tra le tante storie tristi della tristissima vicenda dell’Hotel Rigopiano c’è quella di Faye Dame, trentenne senegalese tuttofare dell’albergo. Scomparso senza che nessuno se ne fosse accorto. Uno dei tanti invisibili che sfiorano le nostre vite, che magari ci vivono accanto senza che neanche ce ne accorgiamo. Come gli addetti alle pulizie delle navi da crociera, la cui giornata all’aperto inizia quando finisce quella dei villeggianti.
Certo a breve sapremo se ha parenti lontano, e magari una vita piena, e una famiglia. Anzi ce lo auguriamo. Resta però in bocca il sapore amaro della solitudine e nel cuore la speranza che a nessuno capiti mai di sentirsi così. Dimenticato o, peggio, inutile. Perché tutti hanno un loro posto fondamentale in questo povero mondo e il cuore dell’uomo ha più stanze del più ricco e del più prestigioso degli alberghi. (Riccardo Maccioni)
Certo a breve sapremo se ha parenti lontano, e magari una vita piena, e una famiglia. Anzi ce lo auguriamo. Resta però in bocca il sapore amaro della solitudine e nel cuore la speranza che a nessuno capiti mai di sentirsi così. Dimenticato o, peggio, inutile. Perché tutti hanno un loro posto fondamentale in questo povero mondo e il cuore dell’uomo ha più stanze del più ricco e del più prestigioso degli alberghi. (Riccardo Maccioni)



