Rom e sinti: una ricerca sugli insediamenti in Italia

Roma – Questa mattina, presso l’Aula magna dell’Istat (Istituto nazionale di statistica), un convegno scientifico dal tema “Gli strumenti di conoscenza e le sfide dell’informazione statistica per la strategia d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti 2012-2020”. L’incontro  è stato organizzato per illustrare e mettere a confronto i risultati emersi dagli studi svolti dall’Istat, da UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e dall’Anci (Associazione nazionale Comuni Italiani. Durante il convegno sono stati presentati, fra gli altri, i risultati scaturiti dalla ricerca di Monia Giovannetti, responsabile Studi e Ricerche di Cittalia – Fondazione Anci Ricerche, dal titolo “Gli insediamenti Rom, Cinti e Caminanti in Italia”.  Un’indagine che ha censito tra maggio e novembre del 2014 gli insediamenti autorizzati e spontanei presenti lungo tutta la Penisola. Sono stati interpellati i 738 comuni con più di 15.000 abitanti, di questi hanno risposto in 606, che corrisponde all’82%.

Dalla ricerca emerge che Rom, Sinti e Caminanti (RSC) sono presenti in 206 comuni, pari al 34%, con forme abitative e di concentrazione diverse da luogo a luogo. La presenza maggiore si riscontra  al Nord con un 58%, seguono il Centro con il 32%, il Sud con 23% e le Isole il 24%. Questi insediamenti sono concentrati soprattutto in 5 regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio. Più i campi sono longevi e più sono attrezzati e organizzati. La Lombardia è in vetta alla classifica, il 22% ha più di 20 anni e il 23,2% ha tra gli 11 e 20 anni. Nel Lazio, dei 74 insediamenti presenti nella provincia di Roma, ben 71 sono nella Capitale. Più gli insediamenti sono grandi, con più di 500 persone e più al loro interno si vengono a creare delle criticità. Sulle condizioni igieniche-sanitarie emerge che il 25,9% dei campi non è fornito di acqua corrente, il 31,3% di servizi igienici, il 48,3 di fognature, il 28,5% di energia elettrica. Per gli interventi sociali più del 50% dei campi sono coperti da attività di assistenza sociale e di scolarizzazione e mediazione scuola-famiglia, però l’accompagnamento dei minori a scuola è presente solo nel 29,8%. In alcuni insediamenti sono presenti percorsi di integrazione socio-lavorativa coprendo il 27% e sportelli socio-sanitari pari al 26,2%.