Papa Francesco: una tazza di latte a casa della famiglia islamica

Milano – Un regalo speciale per un ospite speciale: un disegno con il minareto di una moschea e il campanile di una chiesa, in mezzo dei ragazzini che giocano assieme. L’autore del disegno, Mahmoud, un bambino di 6 anni, lo ha consegnato a Papa Francesco, sabato mattina, mostrandogli così la sua “quotidianità immaginaria” (perché la moschea a Milano ancora non c’è, ndr) alle Case Bianche, di via Zama e via Salomone a Milano. La famiglia di Mahmoud – con le sue sorelle Nada e Jihane, e i suoi genitori Mihoual Abdel Karim e Tardane Hanane – è tra quelle che vivono nei caseggiati popolari che il Papa ha voluto incontrare personalmente.

“Noi siamo di fede islamica”, ha spiegato Abdel Karim, ancora emozionato e aggiungendo che il 25 marzo per la sua famiglia rimarrà per sempre una data da festeggiare. «Mia moglie – ha aggiunto – dà sempre una mano in parrocchia: Gesù per noi è un profeta e noi in famiglia consideriamo i cristiani come nostri fratelli», prosegue il capofamiglia.

I Karim provengono dal Marocco, sono in Italia dal 1989 e in particolare dal 2000 vivono alle Case Bianche, in un bilocale: la loro speranza è trovare un alloggio più grande e adatto alle loro esigenze, ma nel frattempo si godono la gioia di oggi. «È stato un onore che il Papa abbia condiviso qualche momento con noi, gli abbiamo offerto mandorle, datteri e del latte. E lui ha bevuto il latte, proprio come fosse un vecchio amico venuto a trovarci». E poi Nada, con qualche titubanza ha rivolto a Francesco la domanda di rito di tutti i teenager: «Posso fare un selfie con lei?». Il Papa l’ha subito rassicurata, dicendole che non è l’unica ad avergli chiesto di farsi un selfie. (Ilaria Solaini – Avvenire)