Roma – Le migrazioni «se gestite con umanità offrono un’opportunità di incontro e di crescita per tutti”. Lo afferma Papa Francesco in un’intervista rilasciata Libertà Civili, bimestrale del Ministero dell’Interno. Il colloquio con il direttore della rivista, Giuseppe Sangiorgi, parte dalla visita di Francesco ai rifugiati sull’isola greca di Lesbo, nell’aprile dello scorso anno e dal suo taglio ecumenico. Per Bergoglio «la condivisione fraterna con altre confessioni appella la coscienza a non voltare le spalle alla richiesta di aiuto e di speranza dei fratelli e delle sorelle in difficoltà». E «la difesa dell’essere umano non conosce barriere», così come «non c’è differenza di credo» che «possa contrastare» la volontà di «garantire una vita dignitosa a quanti sono costretti ad abitare la propria terra». Il Pontefice richiama il dovere dei media di spiegare i diversi aspetti delle migrazioni: «La violazione dei diritti umani, i violenti conflitti nei disordini sociali, la mancanza di beni di prima necessità, le catastrofi naturali e quelle causate dall’uomo: tutto questo deve essere raccontato chiaramente così da permettere la giusta conoscenza del fenomeno migratorio e, di conseguenza, il giusto approccio». Per quanto riguarda le dinamiche dell’accoglienza, sempre Francesco sottolinea che «l’integrazione, che non è né assimilazione né incorporazione, è un processo bidirezionale, che si fonda essenzialmente sul mutuo riconoscimento della ricchezza culturale dell’altro: non è appiattimento di una cultura sull’altra e nemmeno isolamento reciproco, con il rischio di nefaste “ghettizzazioni”». Così chi arriva «è tenuto a non chiudersi alla cultura e alle tradizioni del Paese ospitante, rispettandone anzitutto le leggi». In questo processo anche «le popolazioni autoctone vanno aiutate, sensibilizzandole adeguatamente e disponendole positivamente ai processi integrativi, non sempre semplici e immediati, ma sempre essenziali e per l’avvenire imprescindibili». (A.Ga.)



