187 migranti salvati in mare

Milano – Mentre si consuma la polemica politica, non si fermano gli arrivi. E, ancora una volta, a trarre in salvo migranti disperati dalle onde del mare, sono proprio le Ong su cui sono puntati i fari delle ‘ipotesi’ d’accusa. Altri 187 migranti sono sbarcati ieri  mattina a Pozzallo, in Sicilia, dalla nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. Sono tutti stati soccorsi venerdì 28 aprile nel Mediterraneo centrale, nel corso di 3 operazioni – due salvataggi e un trasbordo in seguito a un salvataggio operato dalla nave Iuventa della Ong Jugend Rettet – tutte coordinate dal Mrcc (Maritime Rescue Coordination Centre – Centro di coordinamento del soccorso marittimo) di Roma. E proprio in riferimento alle indagini in corso presso la Procura di Catania, due Ong tedesche (Sea Watch e Jugend Rettet) hanno scritto una lettera al direttore generale di Frontex, Fabrice Leggeri, chiedendo un incontro a Berlino il 12 maggio per chiarire le accuse e identificare modalità per ‘migliorare le operazioni di salvataggio’. «Muovere pubbliche accuse contro le organizzazioni u- manitarie senza neppure averle contattate è uno scandalo per un rappresentante della magistratura » commenta Axel Grafmanns, direttore di Sea-Watch, una delle quattro Ong tedesche impegnate in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Ma non è solo la Procura di Catania ad indagare. Anche la Commissione Difesa del Senato, che ha aperto una commissione d’inchiesta, concluderà in settimana, le audizioni. Martedì toccherà alla Ong Medici senza frontiere, mentre giovedì a Moas. Andranno in commissione anche il rappresentante di Mare Sicuro, il capo della Guardia Costiera, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e quello di Siracusa Francesco Paolo Giordano. Intanto, i dati relativi agli sbarchi sulle coste italiane registrati dal ministero dell’Interno confermano che l’Italia è la principale meta dei flussi migratori verso l’Europa. Ma la rotta del Mediterraneo centrale (quella utilizzata per raggiungere l’Europa dalla Libia all’Italia) è anche la più pericolosa: sono già 1.089 i migranti morti in questi primi quattro mesi del 2017. Nello stesso perido (1 gennaio-23 aprile 2017), un totale di 43.204 migranti e rifugiati sono entrati via mare in Europa, l’80% dei quali in Italia (36.851) ed il resto in Spagna e in Grecia. A preoccupare è soprattutto il numero dei minori stranieri non accompagnati. Molto facilmente si perdono le loro tracce: vengono risucchiati dalle città, avvicinati da mafie o dispersi nelle campagne. Negli ultimi anni il loro numero è raddoppiato: nel 2015 sono stai 12.360, nel 2016 25.846. Molto facilmente si perdono le loro tracce: vengono risucchiati dalle città, avvicinati da mafie o dispersi nelle campagne. Negli ultimi anni il loro numero è raddoppiato: nel 2015 sono stati 12.360, nel 2016 25.846. (D.Fas.)