CEI: ieri l’avvio dei lavori con Papa Francesco

Città del Vaticano – “Extra omnes”: così Papa Francesco ha voluto salutare gli ospiti dell’Assemblea generale della CEI, apertasi ieri pomeriggio in Vaticano, per dare il via ad un dialogo riservato con i vescovi italiani. “Senza dialogo c’è il chiacchiericcio”, ha detto chiedendo un confronto franco, anche se ci sono “opinioni non piacevoli per me” e senza “paura dei contrasti”.

Poco prima il saluto del Presidente uscente della CEI, il Card. Angelo Bagnasco, che ha espresso al pontefice “la più viva e affettuosa riconoscenza per la sua presenza tra noi, segno della premura pastorale con cui ci segue, ci accompagna e ci guida”. “A nostra volta – animati da un forte spirito di comunione con il successore di Pietro – siamo qui – ha detto il porporato – con la disponibilità ad accogliere con docilità la sua parola autorevole e incisiva, per una sequela sempre maggiore del Signore”: “di questa stagione conosciamo complessità e contraddizioni, attese e opportunità: non intendiamo cedere a frustrazioni e lamentele, consapevoli che la missione affidataci sgorga dall’incontro cercato, coltivato e custodito con Gesù Cristo, Crocifisso e Risorto”.

Bagnasco ha quindi ricordato che l’Assemblea della CEI – la 70ma – è chiamata ad eleggere una terna con cui contribuire alla nomina del nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana:  “assicuro fin d’ora la volontà di tutti nel riconoscerlo e sostenerlo in questo servizio a beneficio delle nostre Chiese, mentre personalmente la ringrazio per la fiducia che mi ha accordato in questi anni”. Papa Francesco ha quindi risposto al cardinale con alcune battute dopo averlo ringraziato per il lavoro fatto e sottolineando che “non è facile lavorare con questo Papa”. E poi, in vista della sua visita a Genova ha aggiunto: “Quanto mi farà pagare sabato prossimo per entrare a Genova?”. Francesco aveva preparato un’introduzione ai lavori dell’assemblea ma ha voluto lasciare il testo alla fine e dialogare con loro. Leggendo e “rileggendolo ho visto che era più una meditazione che una introduzione”, ha spiegato il Papa,  scritta con l’ intento di “aiutare” la CEI ad “andare avanti e così dare più frutti”.  Francesco ha quindi messo in guardia dalle “logiche di potere e di successo, forzatamente presentate come funzionali all’ immagine sociale della Chiesa”, dalla tentazione di “ridurre il Cristianesimo a una serie di principi privi di concretezza”, da “chiusure e resistenze: le nostre infedeltà sono una minaccia ben peggiore delle persecuzioni”, e dalla “tiepidezza del compromesso, l’indecisione calcolata, l’ insidia dell’ ambiguità”.  Questa mattina i lavori sono cominciati con la relazione del Presidente uscente, il Card. Bagnasco. Seguirà la discussione e successivamente le elezioni che porteranno alla determinazione della terna di nomi da presentare al Papa per la nomina del nuovo presidente della CEI. (R. Iaria)