Roma – E’ già boom di sbarchi. Rispetto a un anno fa, sono già il 48% in più i migranti arrivati sulle nostre coste. Dopo l’ultima “ondata” di soccorsi del fine settimana (con oltre 2mila persone tratte in salvo nel canale di Sicilia), il Viminale ha aggiornato il contatore: dall’inizio anno sono già 50.041 i migranti sbarcati. Erano 33.917 esattamente un anno fa. Numeri preoccupanti anche per i minori non accompagnati: saliti a 6.242 quelli registrati da inizio anno. Ogni cento persone soccorse, 12 hanno meno di 18 anni e sono in viaggio senza famiglia o legami parentali. Ma fugge da guerra, violenza e fame anche chi è già molto in là con gli anni: tra i 50 profughi nascosti e trovati a bordo di un traghetto turco a Trieste, domenica, c’era infatti anche un uomo di oltre 90 anni. Un cittadino siriano, come i suoi compagni di viaggio. Sempre dai dati aggiornati, diffusi dal Viminale, emerge anche che, per quanto riguarda il Paese di provenienza, sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco, prima è la Nigeria con il maggior numero di migranti (6.516), davanti a Bangladesh (5.650), Guinea (4.712), Costa d’Avorio (4.474), Gambia (3.326), Senegal (3.069), Marocco (3.055), Mali (2.240), Pakistan (1.662) e Sudan (1.395). Mentre è la Lombardia la prima regione per quota di migranti ospitati (13%), seguita da Campania e Lazio (9%), Piemonte e Veneto (8%). Di pari passo con i numeri dei soccorsi, aumentano anche le entrate illecite dei trafficanti. Da una ricerca effettuata dall’Istituto Demoskopica, ammonterebbe a circa 4 miliardi di euro il giro d’affari della criminalità organizzata sugli sbarchi effettuati dal 2011 ad oggi, con un aumento di oltre 300 punti percentuali nel triennio 2014- 2016 rispetto al triennio precedente. Nel periodo in esame, sono stati ben 652.337 i migranti sbarcati sulle coste a “maggiore controllo” della criminalità organizzata italiana dal 2011 al 19 maggio 2017. In particolare, elaborando i dati dell’ACNUR, oltre 486 mila sono arrivati in Sicilia, poco meno di 100 mila in Calabria, circa 50 mila in Puglia e poco più di 18 mila, infine, in Campania. Gli oltre 650 mila migranti sbarcati sulle coste italiane hanno portato direttamente nelle tasche di trafficanti di uomini, appartenenti principalmente a gruppi criminali transnazionali, oltre 3,9 miliardi di euro pari mediamente a circa 1,5 milioni di euro al giorno nell’arco temporale degli ultimi sei anni e mezzo. Un introito illecito, rileva la ricerca, ottenuto moltiplicando il costo medio di 6 mila euro che ciascun migrante è costretto a pagare per poter lasciare il proprio paese d’origine nella speranza di raggiungere l’Europa. Secondo Demoskopica all’”affare” partecipano anche le mafie italiane che possono contare su un esercito di lavoratori a basso costo, oltre che godere della complicità nel traffico di droga con le filiere criminali internazionali. Intanto, dopo l’accordo siglato domenica con Libia, Ciad e Niger, per “sostenere la costruzione in Niger e Ciad e la gestione in Libia dei centri di accoglienza per migranti irregolari”, ieri al Viminale si è svolto il secondo incontro (il primo alcune settimane fa) con i rappresentanti delle tribù del Fezzan, regione meridionale della Libia, e un membro del governo di unità nazionale di Fayez Sarraj. L’obiettivo dell’accordo, siglato ad aprire, è quello di fermare i flussi dei migranti che attraversano quei circa 5mila chilometri della frontiera sud della Libia, controllati dalle tribù. Ma promuovere anche lo sviluppo di un’economia legale, alternativa a quella del traffico di essere umani. (Daniela Fassini – Avvenire)



