Fondazione Missio: a Sacrofano si discute del futuro della missione

Sacrofano – E’ la giornata dedicata ai laboratori tematici quella di oggi a  Sacrofano, nell’ambito del 9° Convegno nazionale dei direttori e delle equipe dei Cmd, promosso dalla Fondazione Missio. Dopo la riflessione biblica della mattina e il saluto di Mons.  Gianfranco Todisco, vescovo di Melfi, che ha condiviso col pubblico la sua scelta missionaria, è stata la volta del prof. Luciano Meddi, docente di catechetica missionaria della pontificia università lateranense, che ha introdotto i lavori di gruppo nei sei laboratori.

Oggi gli oltre duecento rappresentanti dei Centri missionari diocesani intervenuti al Convegno si cimenteranno con le domande cruciali riservate al futuro della missione a partire dalle diocesi.

“Qual è la situazione della pastorale missionaria in Italia?” – si è domandato Meddi – Il primo punto è questo: “in Italia circola un uso dell’aggettivo missionario che non ha molto senso. Vi prevale il significato di ardore di comunicare qualcosa. Nell’idea dei documenti italiani si indica l’urgenza di annunciare qualcosa. Ma che cosa andiamo ad annunciare? Teologia e pratica della missiologia”.

Ieri al Consiglio missionario nazionale ha tenuto banco il tema del futuro del Cum di Verona, la fondazione che si occupa della formazione missionaria, che sta molto a cuore alla platea di equipe missionari, laici missionari e protagonisti della missione in Italia.

Il Vescovo Francesco Beschi, Presidente della Commissione Episcopale per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, è tornato stamani sul tema del Cum di Verona, assicurando che è prezioso oggi più di prima e che la sua opera di formazione andrà avanti, anche se probabilmente sotto altre forme.

“Alla notizia ufficiale sul cambio di direttore al Cum, si sono aggiunte notizie che hanno alimentato ulteriori preoccupazioni. Il Cum invece è chiamato a rilanciare il suo servizio”, ha rassicurato oggi Mons. Beschi. (I. De Bonis)