Como: ospitate 2.500 persone nelle strutture della diocesi

Como – “Ho avuto modo di incontrare, in questi mesi, tante realtà che si occupano di solidarietà in diocesi di Como e ringrazio il Signore per le numerose persone, comunità parrocchiali e di vita consacrata che danno una forte testimonianza di misericordia verso i più bisognosi».

È questo l’incipit della lettera che il vescovo Mons. Oscar Cantoni indirizza «ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà» come accompagnamento a un corposo documento che porta la firma della Caritas e dell’Ufficio Migrantes diocesani.

«La cultura dello scarto e l’indifferenza verso chi è più povero sono aspetti in notevole crescita e non possono essere sottovalutati», è la preoccupazione di monsignor Cantoni, il quale ricorda le tante forme di fragilità oggi presenti. Evidente è il «dramma delle migrazioni», che interroga in modo particolare il territorio della diocesi comense, luogo di frontiera, porta verso quel Nord Europa che in tanti sognano. Attualmente le strutture riconducibili a Caritas Como (comprendendo anche tutta la provincia di Sondrio e le Valli Varesine) ospitano 2.500 persone. «Chiediamoci se, come comunità cristiana, stiamo facendo tutto il possibile per i fratelli più poveri e se come parrocchie, famiglie o singoli, abbiamo spazi, tempo o risorse disponibili… Varie comunità già si stanno interrogando e stanno assumendo ulteriori responsabilità, ma potrebbero essere molte di più». Per questo Caritas e Migrantes si mettono a disposizione per dare sostegno e progettualità a chi volesse cogliere la sfida dell’accoglienza. Il documento in distribuzione proprio in questi giorni è un aggiornamento del vademecum e delle linee guida pubblicate nel 2015. «Ci sono proposte concrete – dicono le due realtà – e indicazioni dei molti modi attraverso i quali si può essere di aiuto e sollievo, mettendo sempre al centro le persone e sollecitando le autorità, a tutti i livelli, a decisioni più giuste e solidali». (Enrica Lattanzi)