Roma – La musica come momento di dialogo tra i popoli, potenziale espressivo e spazio per esprimere la propria identità. Questo l’obiettivo che ha portato domenica scorsa, il coro “Valigie musicali” ad esibirsi a Roma, con un saggio di Bel canto, uno stile vocale legato al canto lirico. La prima parte del programma ha compreso otto brani, di arie antiche di musica barocca eseguiti da due soprani Lalaina Ravaoarimalala e Etra Modica e la seconda arie sacre eseguiti dal coro. Si tratta di un coro – diretto dalla maestra giapponese Miho Imazato – nato per volontà delle suore missionarie scalabriniane, che sin dalla sua origine si occupano di assistenza ai migranti. Laiche e religiose hanno preso parte a questa iniziativa che ha visto cantare brani di musica sacra e lirica. “Non conoscevo la musica classica, ma l’incontro con il coro valigie musicali e con le suore scalabriniane mi ha permesso di scoprire il canto lirico e dal quel momento per me e per il coro c’è stato un crescendo, uno sviluppo. Noi migranti sappiamo che non rimarremo qui per sempre, ci muoveremo, ma nella nostra valigia porteremo una voce educata per il canto e troveremo sempre la musica classica”, dice Lalaina Tahijanahary Ravaoarimalala. “E’ una piccola Onu della musica – spiega suor Etra Modica, missionaria scalabriniana – dalle Filippine al Brasile cerchiamo di unire i popoli attraverso la musica.
Il coro nasce nel 2012 per il 25esimo anniversario della Fondazione Migrantes, poi si è esibito a una delle feste dei popoli nel 2015 ed oggi presentando un saggio di musica classica; abbiamo avuto sempre maggiori riscontri su come la nostra attività possa essere strumento di valorizzazione dei migranti che vivono a Roma”. A comporre il coro, oltre alla stessa suor Etra – siciliana d’origine, la malgascia Lalaina Tahijanahary Ravaoarimalala, la tedesca Patrizia Bongo, la filippina Elizabeth Villaruel Pedernal, la brasiliana Marlene Vieira, la guatemalteca Maria Vicente Lopez. Al piano, l’albanese Kozeta Prifti. A presentare l’evento, Laura Frattari, italiana.
“Amo il coro da sempre perché possiede una forte carica umana che permette di vivere la musica in stretto contatto con la vita” – sostiene la maestra Imazato – “in più, è un meraviglioso laboratorio che favorisce la crescita personale prima ancora che musicale”. Il coro valigie musicali ha un obiettivo artistico chiaro: educare la voce, conoscere e approfondire la musica classica.



