Roma – Sullo ius soli, stiamo assistendo a «contorti e inverosimili» ragionamenti elettoralistici. Il Card. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento e Presidente della Commissione CEI per la Carità e la Salute, intervistato da Radio Vaticana, ne è convinto. «Se non finisce la rabbia dentro riguardo questo problema, qualunque soluzione avrà sempre delle posizioni contrarie e non disponibili ad affrontare quello che si vorrebbe affrontare», sottolinea perciò, aggiungendo che «ora si dice: per lo ius soli stiamo attenti perché se lo facciamo adesso c’è tutto questo flusso di migranti, la gente può spaventarsi e si possono perdere dei voti». Questi ragionamenti – sottolinea il porporato – sono «così contorti, così inverosimili, ma così di parte, che ti dicono che i problemi degli uomini non vengono per niente affrontati». Gridare dal balcone «è facile», ma scendere per strada è la cosa più difficile «eppure è la cosa più necessaria». In più la collaborazione tra le diverse forze politiche, per il cardinale Montenegro «non sembra facile da raggiungere», perché, ognuno fa il suo proclama, «ognuno pensa che il suo proclama sia quello giusto, ma di fatto non si trovano ancora soluzioni».



