Don De Robertis: guardare in faccia la realtà migratoria

Roma – Dalla proposta “certamente deriva un messaggio di paura e di chiusura. È il rifiuto di guardare la realtà del mondo in cui noi viviamo, che è una realtà tragica, dove a tanti esseri umani è negata non dico una vita dignitosa, ma la stessa possibilità di vivere, a causa delle guerre che purtroppo sono in crescita: come dice spesso Papa Francesco, assistiamo a una vera e propria ‘terza Guerra Mondiale a pezzi’ anche a causa del commercio delle armi che invece è sempre più fiorente, della fame e di disastri ambientali. Quindi è un messaggio proprio di rifiuto di guardare la realtà e anche l’illusione di potersi salvare da soli”. Così il neo Direttore generale della Fondazione Migrantes, don Gianni De Roberti dopo  la lettera che Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno indirizzato al premier Paolo Gentiloni per ribadire l’esigenza di proteggere le frontiere esterne dell’Ue. Sono proposte che – spiega  – non hanno nessuna ricaduta possibile, che negano anche le acquisizioni delle dichiarazioni dei diritti dell’uomo. Io penso che bisognerebbe proprio incontrare, vedere questa umanità scalza, incapace anche di reggersi in piedi, questi bambini… Ecco, io penso che quello che manca è proprio a volte guardare negli occhi questi nostri fratelli. E poi non sono problemi insormontabili: quello che colpisce è l’incapacità dell’Europa di affrontare insieme certamente questa fatica, questa sfida; ma accogliere un milione di profughi in un continente di 550 milioni di persone – il continente più ricco della terra – non sarebbe un’impresa impossibile se ci fosse una unità di intenti”. Don De Robertis ricorda le parole di un ragazzo afghano che diceva “Noi ammiriamo l’Europa: un continente dove anche i cani hanno diritti”. E “la delusione poi arrivando in Europa di accorgersi che quei diritti, che sono segnati sulla carta, sono soltanto verbali. Quindi manca forse la consapevolezza di quei valori e di quelle certezze che hanno portato a scrivere quei diritti. E un certo tipo di politica che avvelena soltanto i popoli, certamente non aiuta a recuperare queste radici e questi valori”. Per il Direttore Migrantes “non si può pensare che l’Italia debba affrontare da sola questa emergenza. Ripeto: emergenza che non sarebbe tale se fosse affrontata insieme, dalla comunità europea. Fra l’altro noi sappiamo che la grandissima parte di questi richiedenti asilo poi lascia il territorio italiano, solo che ciò viene fatto – purtroppo – dovendosi affidare alla criminalità, pagando alti prezzi, non solo economici ma anche umani. Quindi bisogna guardare la realtà così com’è, non chiudere gli occhi e cercare le soluzioni più adeguate e rispettose della dignità umana”.  (R.I.)