Bolzano – L’alfabetizzazione degli immigrati e richiedenti asilo non è un’impresa facile, per diversi motivi: barriere linguistiche e culturali, mancata scolarizzazione di base, scarsa importanza data all’esperienza della scuola nell’infanzia, povertà e miseria che hanno impedito un normale processo scolastico nell’età più adatta…
Praticamente si parte da “zero” sul piano didattico, ma certamente non su quello del ‘vissuto’ di ciascuna persona che deve iniziare a studiare una lingua non sua. In Alto Adige, Paola Vismara, incaricata per la pastorale immigrati (Migrantes) della diocesi di Bolzano-Bressanone e forte della sua esperienza missionaria ‘sul campo’ ( ha vissuto 12 anni in Africa, nelle zone rurali e remote di Ciad, Rep. Centrofricana e Sudan), ha elaborato due sussidi proprio per questi particolari “studenti” che per la prima volta in vita prendono seriamente in mano “carta e…matita” per imparare a leggere e scrivere in italiano. Grazie al contributo della Diocesi di Bolzano-Bressanone, e di “Volontarius” (un’Associazione che gestisce diversi centri di accoglienza sul territorio; ha finanziato la stampa del sussidio) i due volumi sono stati stampati nel mese di novembre 2016, presentati il 1° dicembre e diffusi in questa prima metà del 2017. Possono essere utilizzati nei corsi di alfabetizzazione avviati nelle strutture di accoglienza presenti in provincia di Bolzano, o anche in altri contesti. Sono adatti anche a bambini in età scolare, poiché ci sono spazi a loro dedicati, per conoscere in italiano i nomi dei personaggi di cartoni animati e altri film che possono aver già visto o vedranno prossimamente, coi compagni di scuola.
I due libri, ricchi di immagini e figure, interamente a colori, sono basati su un metodo graduale e ragionato dei suoni e delle lettere dell’alfabeto (1° volume); dei numeri ( 2° volume) per favorire l’apprendimento e la motivazione degli studenti. Il tutto corredato da una serie di esempi e informazioni pratiche che aiutano a conoscere la nostra cultura, partire dalle cose più semplici, come ad esempio alcuni cartelli che presentano un’unica lettera ma indicano un ‘mondo’… (i per “informazioni”; T per “tabaccheria”; P per “parking”; SOS; I per “Italia”; A per Austria etc).
Paola Vismara sa per esperienza diretta che in diversi contesti africani e asiatici, ancora oggi andare a scuola e andarci con regolarità per diversi anni consecutivi non è purtroppo obbligatorio, né gratuito, né reso possibile da politiche di Governo che mirino al bene e allo sviluppo dei rispettivi Paesi. “In 12 anni trascorsi in Ciad, Repubblica Centroafricana e Sudan, e in altri 5 lunghi viaggi in diversi Stati dell’Africa – spiega – ho osservato e capito molto, ho lavorato principalmente per l’educazione pre-scolastica (che noi qui riteniamo a ragione la chiave di successo dell’educazione e istruzione nelle scuole primarie) e per riportare sui banchi di scuola i ragazzi (dagli 8 anni fino ai 15/16 anni) che non avevano continuato a frequentare la scuola per i più diversi motivi, primo fra primo fra tutti la miseria e l’essere orfani e sfollati/migranti interni al Sudan”.
Paola Vismara ha vissuto in prima persona la dura esperienza di imparare una lingua “da zero” in età adulta: “Mi sono ritrovata a 24 anni a studiare l’arabo, cominciando così come se fossi all’asilo o in prima elementare: scrivere e assimilare forme e suoni di lettere alfabetiche mai viste prima, capire come funziona la scrittura delle parole, dove le lettere cambiano forma a seconda della posizione, dove le vocali non sono consecutive alle consonanti, ma sono solo segni sopra e sotto, dove non ci sono accenti né apostrofi, ma l’orecchio si deve abituare alle ‘lunghe’ e alle ‘brevi’, dove c’è il suono della ‘doppia’ ma le lettere non sono scritte in coppia… E’ proprio questa esperienza vissuta (esser stata “analfabeta in arabo”) che mi rende particolarmente “intuitiva” e mi aiuta a capire ciò di cui un analfabeta giovane/adulto può aver bisogno.”
Insegnare è un’arte e una vocazione – ne è certa Paola Vismara, che ripete a tutti: “Insegnare è offrire bellezza, apprendere è sperimentare bellezza”.
Con i due volumi-sussidio, Paola vuol far conoscere questa “bellezza” a quanti nella loro giovane vita “hanno sperimentato quanto di più brutto e violento possa succedere ad un essere umano. Questo è uno dei motivi per cui i due volumi sono pieni di colori, foto, disegni e forme da colorare, consigli per creare materiale didattico senza alcuna spesa, indicazioni per giocare e imparare allo stesso tempo. Le persone che abbiamo davanti possono aver sofferto l’indicibile, traumi e chock psicologici che probabilmente sottraggono loro la concentrazione per imparare anche ciò che noi riteniamo essere ‘semplice’ ma per loro non lo è affatto. Per questo ho lavorato con grande passione e attenzione ai dettagli, per rendere il più possibile piacevole la prima esperienza di apprendimento.
Paola è profondamente convinta che “la lingua italiana è bella, musicale, ritmata…si legge facilmente, non è foneticamente complicata come altre… (le complicazioni arrivano con la grammatica…) Amare fin da subito una lingua, significa aprirsi ad amare la gente che la parla…e “inculturarsi” diventa così un po’ più semplice!”.
In questi 8 mesi il sussidio si è diffuso in Alto Adige anche senza farne pubblicità, e si sta diffondendo in Italia grazie a persone interessate che vivono a Trento, Padova, Palermo, Varese, raggiungendo anche un professore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, (specialista per i corsi di alfabetizzazione agli adulti) che l’ha molto apprezzato.
Chi fosse interessato all’acquisto, o anche solo a conoscere in dettaglio il metodo, l’indice dei sussidi e altri dettagli, può scrivere a paola.vismara@bz-bx.net.



