Roma – Ricorre oggi l’anniversario della tragedia di Mattmark in Svizzera. Era infatti il 30 agosto 1965 quando, durante i lavori per la costruzione di una diga, crollò una parte del ghiacciaio Allalin situato nel vallese svizzero, che fa parte della catena montuosa delle alpi. In quella tragedia morirono 88 operai, di cui 56 cittadini italiani. Quell’evento, dice oggi il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, è ancora presente nei ricordi e nelle riflessioni quotidiane del nostro paese di residenza, “perché pur negli aspetti più tristi rappresenta l’alba dell’avanzamento dei diritti del lavoro e della protezione sul posto di lavoro. Alla vittime, alle famiglie e ai superstiti di quella tetra pagina oscura è rivolto il pensiero, la vicinanza umana ed i sentimenti di gratitudine del Consiglio generale degli italiani all’estero. In Svizzera – si legge in una nota – ricordiamo particolarmente quell’evento assieme con Ilario Bagnariol, friuliano di Fiume Veneto, superstite della sciagura, diventato testimonianza viva e impegnato ancora in un’opera di informazione preventiva nei corsi di lingua e cultura italiana e in numerose assemblee pubbliche organizzate a Berna e nel cantone”.
Ricordando Mattmark – conclude Schiavone – il mondo dell’emigrazione italiana “riapre una narrazione sulle tante tragedie in cui sono state vittime nostri connazionali, affinché attraverso la conoscenza e il sapere si possano finalmente prevenire la casualità e gli incidenti sul lavoro”.
Nei giorni scorsi, e precisamente l’8 agosto, in occasione della Giornata nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo la Fondazione Migrantes, in una nota pubblicata sul nostro sito sottolineava che il ricordo di queste morti sul lavoro rappresenta “una occasione per non dimenticare chi, ancora oggi, muore sui luoghi di lavoro, siano essi italiani all’estero che stranieri residenti nel nostro Paese. (R.Iaria)



