Ieri mattina un gruppo di rifugiati nigeriani della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza era presente in piazza San Pietro per partecipare all’Udienza Generale con Papa Francesco. Si tratta di persone che lo scorso 16 agosto a Chiusi, hanno ricevuto il battesimo. “Abbiamo lasciato le nostre terre – confidano i profughi – e abbiamo conosciuto povertà e violenze, siamo sopravvissuti a una terrificante traversata in mare e il battesimo significa per noi la certezza di una nuova vita”. Alcuni di loro – riferisce il quotidiano della Santa Sede “L’Osservatore Romano” – avevano già intrapreso un percorso di fede in Nigeria. Altri, invece, sono rimasti colpiti dalle testimonianze dei volontari della parrocchia di Santa Maria della pace a Chiusi Scalo. “Ci siamo chiesti cosa spingeva quelle persone ad accoglierci senza chiederci nulla in cambio – raccontano i profughi – e così abbiamo scoperto che alla radice del loro stile di vita c’è l’amore di Cristo, ci sono gli insegnamenti della Chiesa”. E ad accompagnare i giovani profughi dal Papa sono voluti venire anche quanti li hanno accolti a Chiusi e che il 16 agosto sono stati accanto a loro per il battesimo, come madrine e padrini. Il parroco, don Antonio Canestri, non nasconde “le grandi difficoltà di integrazione: è quasi impossibile trovare un lavoro regolare per questi ragazzi, noi non possiamo fare altro che aprire le porte delle nostre comunità e condividere quello che abbiamo”. Ed “è stato significativo per tutta la diocesi – aggiunge – che a battezzarli sia stato proprio il vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, monsignor Stefano Manetti, nell’antica cattedrale di Chiusi”.



