Bologna – Papa Francesco con il braccialetto giallo dei profughi che stringe la mano ad un migrante. E’ una delle foto che in queste ore sta facendo il giro dei più importanti media del mondo. Il pontefice lo ha ricevuto ieri, – con il numero 3900003 – da un senegalese durante la visita all’Hub migranti di Bologna. Il braccialetto è il segno identificativo che indica l’inizio del percorso di accoglienza dei richiedenti asilo ospitati nella struttura dove sono ospitati circa 1000 migranti. Il pontefice è stato accolto come un neo arrivato con una tesserino e un braccialetto. “A questo punto è quasi regolare”, ha detto l’arcivescovo di Bologna, Mons. Matteo M. Zuppi, che ha presentato al papa gli ospiti una lunga serie di giovani africani che voglio tutti una foto con papa Francesco.
In voi – ha detto papa Francesco – vedo, come in ogni forestiero che bussa alla nostra porta, Gesù Cristo, che si identifica con lo straniero, di ogni epoca e condizione, accolto o rifiutato”. Il papa ha incitato affinché aumentino i Paesi che adottino corridoi umanitari per i migranti, e a che liberando gli schiavi di oggi si possa costruire un futuro che li integri. Dopo la prima tappa a cesena l’”ingresso” a Bologna proprio partendo dall’Hub di via Mattei dove si è fermato per oltre cinquanta minuti e chiedendo loro un minuto di silenzio per i morti in mare. “Ognuno di voi ha la propria storia mi diceva la signora che mi ha accompagnato – ha raccontato ai presenti – e questa storia è qualcosa di sacro, dobbiamo rispettarla, riceverla, servirla”. Alcuni di voi – ha detto il pontefice – sono minorenni: “questi ragazzi e ragazze hanno un particolare bisogno di tenerezza e hanno diritto alla protezione, che preveda programmi di custodia temporanea o di affidamento”. Il Papa ha quindi spiegato di aver voluto “qui il mio primo incontro con Bologna”, nel “’porto’ di approdo di coloro che vengono da più lontano e con sacrifici che a volte non riuscite nemmeno a raccontare”. “Molti non vi conoscono e hanno paura” e si sentono “in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza credendo anche di vedere bene. Ma non è così. Si vede bene solo con la vicinanza”, altrimenti “l’altro resta un estraneo, addirittura un nemico, e non può diventare il mio prossimo: da lontano possiamo dire e pensare qualsiasi cosa, come facilmente accade quando si scrivono frasi terribili e insulti via internet”. Papa Francesco ha quindi ringraziato le istituzioni e tutti i volontari per l’attenzione” verso i migranti ospiti e ha esortato ad essere “aperti alla cultura di questa città, pronti a camminare sulla strada indicata dalle leggi di questo Paese”. Per l’arcivescovo Mons. Matteo Zuppi nell’intervento di accoglienza del pontefice in Piazza Maggiore, “chi guarda al futuro abbatte i muri non li costruisce. Dobbiamo tutti sconfiggere i muri più pericolosi, invisibili e tanto resistenti, quelli della solitudine e dell’individualismo, del pregiudizio e della indifferenza”.



