Card. Montenegro: mai più morti

Lampedusa – Quattro anni fa, a mezzo miglio dall’isola e a un passo dalla salvezza, morirono 368 migranti e da allora ogni 3 ottobre vengono ricordate tutte le vittime dell’immigrazione. Oggi oltre 200 studenti giunti da vari Paesi europei e numerosi cittadini hanno marciato in silenzio da piazza Castello alla Porta d’Europa; all’inizio del corteo due striscioni: “Proteggere le persone non i confini” e “L’Europa inizia a Lampedusa”, sostenuti anche dai superstiti di quella strage, che hanno intonato un canto in memoria dei compagni e dei familiari perduti in mare. Motovedette e pescherecci si sono poi recati sul punto della tragedia dove hanno gettato fiori e una ghirlanda.

Durante la commemorazione ufficiale, il presidente del Senato Pietro Grasso ha richiamato la Costituzione: “L’articolo 10 della nostra Carta fondamentale ci ricorda che lo straniero al quale si è impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Quindi non solo chi scappa dalla guerra ma anche coloro che fuggono dalla povertà, dalla fame, dalla negazione dei diritti umani hanno il diritto d’asilo. Oggi siamo in marcia verso la Porta d’Europa perché abbiamo l’ambizione di realizzare i sogni dei padri costituenti e per realizzarli devono camminare sulle nostre e vostre gambe. La Porta è il punto dove finisce l’Europa, ma anche quello in cui inizia. E solo se riusciremo a pensarla come una porta d’ingresso e non di uscita, potremo realizzare gli autentici valori dell’Europa”.

“Davanti a questo mare di Lampedusa ci sono 30.000 morti e sono solo quelli contati; ma ve ne sono altrettanti non contati. Vogliamo e dobbiamo smettere di contare i morti. Bisogna abbattere i muri e i reticolati che ingabbiano anche i cuori e continuano a uccidere. Dobbiamo dire con forza ‘Mai più morti!’, tutti devono sopravvivere e avere speranza. Questa Europa stanca e debole deve cambiare”, ha detto il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas italiana, al termine della marcia: “Questa Porta d’Europa deve restare aperta, qualcuno vorrebbe chiuderla, ma dobbiamo impedirlo”. Dopo il cardinale è intervenuta anche la ministra all’Istruzione Valeria Fedeli: “La memoria deve essere attiva, deve significare impegno, innanzitutto parlando il linguaggio della verità. Creando percorsi di partecipazione, di comprensione e azione come è stato fatto in questi giorni da questi ragazzi giunti dall’Europa. Dobbiamo dire con chiarezza che è ancora una fatica l’accoglienza e l’integrazione e questo si chiama razzismo che dobbiamo respingere”.