Rapporto Protezione Internazionale: donne, anziani e bambini, europei o americani: a loro i maggiori riconoscimenti di status.

RomaSul fronte delle domande di protezione internazionale, nel 2016 l’incidenza delle decisioni positive  sono risultate più elevate all’interno dell’universo femminile (58,5%) rispetto a quanto emerge dai dati relativi agli uomini, per i quali la percentuale delle decisioni positive è poco superiore al 38%. Sono alcuni dati del Rapporto Protezione Internazionale promosso da Anci, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes in collaborazione con Unhcr e presentato a Roma oggi. Nello specifico, alle prime è stata riconosciuta prevalentemente la protezione umanitaria (nel 30,4% dei casi), seguita dallo status di rifugiato (15,8%) e dalla protezione sussidiaria (12,3%). Anche i maschi hanno ottenuto in maggior misura la protezione umanitaria (19,7%), ma al secondo posto figura la protezione sussidiaria (14,3%) mentre lo status di rifugiato è stato concesso solo ad una quota minore di richiedenti (4,1%). Anche nel primo semestre 2017, sono soprattutto le richiedenti di sesso femminile ad ottenere una decisione positiva. Nello specifico, ad esse è stata accordata la protezione umanitaria nel 29,4% dei casi (contro il 23,7% dei maschi), lo status di rifugiato nel 26,7% (contro il 6,3%) e la protezione sussidiaria nell’8,2% (contro il 10%).

Dalla distribuzione delle decisioni per fasce d’età emerge che sono circa 8 su 10 i minori fino a 17 anni e poco più di 8 su 10 gli anziani con più di 64 anni a cui alla propria domanda di protezione corrisponde un esito positivo. Nettamente più basse le percentuali di riconoscimenti positivi delle due fasce intermedie 18-34 e 35-64 anni (rispettivamente 36,6% e 47,6%).

Nello specifico, ai minori viene riconosciuta la percentuale più alta di protezione umanitaria (40,5% e 59%), la protezione sussidiaria è riconosciuta in misura maggiore ai richiedenti appartenenti alla fascia con oltre 64 anni (37,8%), mentre lo status di rifugiato è riconosciuto in prevalenza ai minori di 13 anni (27,3%). Sono infine le fasce d’età tra i 18-34 e 35-64 anni che presentano le percentuali più elevate di dinieghi (rispettivamente 59,7 e 48,9%). I dati relativi al primo semestre 2017 confermano il maggior numero di esiti positivi riconosciuti ai minorenni e agli ultra sessantacinquenni e una maggiore presenza di dinieghi nelle fasce intermedie.

Come nel 2016, anche nel primo semestre del 2017 ai migranti originari di America ed Europa nella maggioranza dei casi viene accordato un esito positivo mentre sono circa 6 su 10 le domande respinte ai migranti provenienti dal continente africano.