Roma – Nel 2016 sono 551.371 i migranti arrivati irregolarmente in Europa, un numero significativamente più basso rispetto al 2015 (1.822.330 ingressi). La rotta più utilizzata è quella del Mediterraneo centrale. E’ anche la più rischiosa: 5000 morti nel 2016 nel Mediterraneo, di cui 4.500 lungo questa rotta. In tutto 181.459 persone nel 2016 hanno attraversato questa rotta, soprattutto nigeriani (37.554), eritrei (20.721) e guineani (13.550), 25.846 minori. Mediterraneo Orientale. Sono alcuni dati del Rapporto Protezione Internazionale promosso da Anci, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes in collaborazione con Unhcr e presentato a Roma oggi.
Nel corso del 2016 ha rappresentato la seconda rotta d’ingresso in Europa. I numeri nel 2016 sono drasticamente diminuiti a seguito dell’accordo tra l’Ue e la Turchia siglato a marzo. Sono 182.277 i migranti che nel 2016 hanno percorso questa via, la maggioranza dei quali l’hanno percorsa nei primi tre mesi dell’anno; prevalentemente siriani (84.585), afghani (43.120) e iracheni (27.978). Nel 2017, tra gennaio e giugno, gli ingressi irregolari sono stati solo 13.060, in maggioranza siriani (4.600), pakistani (1.478) e iracheni (516). Balcanica é la via di terra che attraversa la Grecia verso altri Paesi dell’Unione europea, A seguito dell’accordo UE-Turchia, lungo questa rotta si è registrata una drastica riduzione, passando dai più di 700.000 attraversamenti irregolari del 2015 ai poco più di 130.261 nel corso del 2016; così, se i passaggi irregolari mensili rilevati nel mese di gennaio 2016 sono ancora intorno ai 60.000, nel mese di settembre ammontano a poco più di 2.000



