Firenze – Si è svolto, nei giorni scorsi a Scandicci (Fi) un seminario regionale, promosso dal MIUR sul tema “L’Educazione Interculturale nella Scuola del Primo Ciclo di Istruzione” dove sono stati presentati vari progetti che diverse scuole adottano per aiutare i bambini e le loro famiglie di diverse nazionalità ad integrarsi e soprattutto ad essere accettati dai loro coetanei. Il seminario affollatissimo ha avuto luogo all’Istituto Comprensivo “A. Spinelli” e ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Rosa De Pasquale, Domenico Petruzzo, Marina Andalò, Sandro Fallani, Vinicio Ongini, Alessandra Papa, Marina Baretta, Sabrina Corsino, Emanuela Rigotto. I massicci flussi migratori obbligano la società e la scuola a prendere atto di un processo sociale complesso, a cui si devono adeguare. L’origine dell’educazione interculturale è da collegarsi allo sviluppo dei fenomeni migratori e costituisce un’educazione alla cittadinanza globale che impara ad accogliere, a educare per guardare il mondo in modo decentrato e forma alla cultura della convivenza. La scuola rappresenta un luogo della mediazione, dell’incontro con diverse culture che aiuta a superare gli stereotipi dettati dalla non conoscenza del fatto che uno scambio di esperienze può essere un arricchimento per il mondo dell’istruzione e per la società che accoglie. Si deve ritrovare il senso della dignità umana e investire nella fiducia del futuro, favorendo percorsi di inclusione e soprattutto, dare maggiore attenzione alle seconde generazioni, perché saranno loro i futuri cittadini.
“Ognuno è un mondo costruttore di un futuro migliore, ognuno è una cultura diversa, ognuno ha la parola e la possibilità di cambiare qualcosa”, ha detto Rosa De Pasquale.
La scuola deve essere in grado di accogliere non solo l’alunno, ma anche la sua cultura e la sua famiglia. Sono stati promossi corsi di facilitazione linguistica per le mamme non italofone, percorsi di alfabetizzazione per alunni, settimane interculturali, laboratori e corsi per l’apprendimento della musica, cori di bambini e cori di genitori e docenti.
Vinicio Ongini, referente per l’educazione interculturale del MIUR, ha presentato i quattro principi dell’educazione interculturale: il diritto all’istruzione come valore costituzionale che va garantito a tutti i bambini, anche ai “minori stranieri non accompagnati”; una scuola comune, dove tutti i bambini vengono inseriti nella classe comune, principio su cui l’Italia si è distinta da altri Paesi che hanno adottato le classi speciali; la persona, i bambini e le famiglie sono prima di tutto persone e l’intercultura, c’è bisogno di un intreccio con una reciproca conoscenza.
L’integrazione è un percorso lungo e complesso e la scuola e gli insegnanti hanno come principale compito quello di far emergere le potenzialità, favorire processi di buona interazione e socializzazione tra gli alunni e le loro famiglie e aiutare tutti a diventare cittadini attivi e parte integrante della società di accoglienza. (Dutei Alina Mihaela)



