Roma – “La questione migratoria è la priorità della nostra società, sempre più globalizzata ed interdipendente. Su di essa si misura la sincerità della nostra dedizione a quei valori di umanità e spettanze primarie che abbiamo posto a fondamento della casa comune europea”.
A scriverlo è oggi il Presidente del Senato Piero Grasso in un messaggio al Direttore generale della Fondazione Migrantes in occasione della presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si celebra domenica prossima. Un tema, quella dei migranti che “chiama tutta la Comunità internazionale ad una assunzione di responsabilità incentrata sui valori inderogabili di solidarietà, accoglienza e dignità di ciascun essere umano”.
“A fronte di questo esodo umanitario – aggiunge Grasso – non possiamo fermarci al turbamento delle coscienze ed ai sentimenti di umana pietà, ma dobbiamo recuperare i l senso delle priorità secondo una prospettiva geopolitica condivisa che governi il fenomeno migratorio con strategie efficaci improntate a politiche di cooperazione, integrazione dignitosa e penalizzazione per coloro che traggono profitto dalle immigrazioni clandestine”. Per il Presidente del Senato “dobbiamo scegliere se la vita sia ancora e sempre un bene non negoziabile e la sua difesa un valore morale assoluto oltre che giuridico, oppure sacrificarlo in nome della paura, della indifferenza e della ‘cultura dello scarto’”. Sul piano etico e politico Grasso è convinto che “le possibili risposte a questa drammatica e globale sfida siano racchiuse in due parole chiave: solidarietà e responsabilità. La solidarietà impone di guardare al migrante come persona umana che, in quanto tale e indipendentemente dal suo status giuridico, è portatore di diritti ‘inviolabili’, perché la loro tutela supera le stesse esigenze di sicurezza e protezione dci confini. La responsabilità impone di considerare i flussi migratori come una risorsa ideale prima ancora che economica e demografica: un’occasione preziosa per edificare comunità più coese, più plurali e inclusive che facciano riscoprire le ragion che uniscono piuttosto che quelle che dividono.



