Livorno – Il Vescovo di Livorno, mons. Simone Giusti ha presieduto ieri la concelebrazione Eucaristica in occasione della 104 Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il tema di quest’anno: “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare i migranti e i rifugiati”.
I dati statistici ci dicono che nel mondo sono circa un miliardo le persone in movimento, quasi un essere umano su sette; in Italia i migranti arrivati attraverso la rotta mediterranea nel 2017 sono stati 119 mila, il 34% in meno rispetto allo scorso anno. Si stima che i morti o dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale dal Nord Africa verso l’Italia siano stati 3.116. Da inizio anno sono oltre 400 i bambini morti in mare, mentre tentavano la traversata da soli o con parenti, e migliaia sono stati vittime di abuso, sfruttamento e schiavitù nel loro viaggio attraverso la Libia. Solo nel 2017 circa 15mila bambini non accompagnati hanno raggiunto l`Italia via mare ed i loro viaggi sono stati generalmente gestiti da responsabili di traffico e tratta.
Nella Diocesi toscana ci sono diverse Comunità straniere che sono ben costituite e organizzate e l’Ufficio Migrantes, diretto da fra’ Emil Kolaczyk coordina le varie realtà e si occupa anche dei circensi. Quest’anno è stata scelta la Parrocchia di Torretta che da un anno vede la presenza della comunità africana guidata da don Jean Michael che purtroppo per una acuta malattia renale che lo ha trattenuto in ospedale, non è potuto essere presente e da tutta l’assemblea sono state rivolte al Signore preghiere per una pronta guarigione. Monsignor Giusti durante l’omelia, riprendendo il tema della chiamata del Signore che ci invita a stare con lui, ad amarlo, a comprenderlo e solo nella fedele sequela ci rendiamo conto che vuole lavorare per vincere i nostri fallimenti. Se stiamo in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento e se sappiamo stare vicino ai poveri e ai bisognosi possiamo dirci cristiani. Il Signore ci chiama attraverso la preghiera, dove noi impariamo ad ascoltare e a saper rispondere. Ogni popolo ha Dio che parla e guida: “Siamo tutti fratelli anche se diversi di pelle e di etnie; siamo un’unica umanità e occorre comprendere che Dio è unico e la terra è di tutti. Tutti siamo stati creati da Dio che ha dato la terra e il cibo affinché tutti possiamo averne in abbondanza. Dobbiamo come fratelli camminare insieme e quanto più ascoltiamo il Signore che ci parla tanto più siamo uniti”. (Monica Leonetti Cuzzocrea)



