Torino – Come è possibile che i richiedenti asilo afghani in Francia ottengano protezione nell’80% dei casi, mentre in Belgio solo il 60% scarso, in Germania meno del 50% e nella civile Norvegia meno del 40%, per non parlare del 30% che la medesima nazionalità ottiene in Bulgaria, dove le richieste di protezione presentate da cittadini afghani vengono ritenute «manifestamente infondate»?
La bassissima incidenza di esiti positivi per gli afghani in quest’ultimo Paese dell’UE ha suscitato la preoccupazione della Commissione europea. Ma l’AIDA (l’Asylum information database dello European Council on Refugees and Exiles), che ha raccolto dati ormai aggiornati a tutto il 2017 in vari Paesi dell’Europa “unita”, ha gettato uno sguardo più ampio e ha parlato per chi è fuggito dall’Afghanistan di «asylum lottery», lotteria dell’asilo.
Altre contraddizioni balzano agli occhi se, sempre fra i Paesi europei presi in esame dall’AIDA, si considerano le percentuali di esiti positivi nel complesso, cioè rispetto a tutti richiedenti esaminati: si spazia dal 71% di esiti positivi della Norvegia fino ai livelli minimi del 19% in Polonia e del 30% in Ungheria. L’Italia, come è ormai noto, si colloca nella zona medio-bassa della “classifica”, sul 40%, mentre la Germania sul 53%, dopo che nel 2016 aveva registrato ben il 71%.
L’anno scorso ha visto, in generale, un drastico calo dei richiedenti protezione in Germania, dai circa 746 mila del ’16 (peraltro arrivati nel Paese in maggioranza nel ’15) ai 223 mila del ’17, ma anche nell’Ungheria “nazionalista” di Viktor Orban e in Bulgaria.
Fra 12 Paesi esaminati, quelli in cui si è verificato un aumento dei richiedenti sono l’Italia, la Francia, il Belgio, la Norvegia e la Slovenia. (fonte www.viedifuga.org)



