Agrigento – “Come è bello e come è dolce che i fratelli vivano insieme”. È la gioiosa esperienza che nei giorni scorsi hanno vissuto i diaconi e le loro spose accogliendo ad Agrigento, presso il Seminario arcivescovile, i diaconi provenienti dalle diocesi di Caltanissetta, Nicosia e Piazza Armerina per una giornata di formazione e di fraternità attorno al tema: accogliere, proteggere, promuovere e integrare, tratto dal messaggio per la 104° giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
La relazione è stata tenuta dall’arcivescovo di Agrigento card. Francesco Montenegro il quale ha coniugato il verbo ”accogliere” con l’esperienza vissuta sulla propria carne a Lampedusa e nei vari centri di accoglienza della Diocesi facendo un racconto appassionato di storie e di volti che fuggono dalla guerra e dalla fame e tendono la mano alla nostra società spesso indifferente se non ostile.
L’arcivescovo Montenegro più volte ha citato Papa Francesco ricordando come, nel descrivere i tratti del ministero dei presbiteri e dei diaconi, il pontefice usi la categoria della tenerezza, quella di Dio verso l’uomo e quella che il credente è chiamato ad avere nei confronti dei fratelli, specialmente i più fragili. Durante la celebrazione eucaristica si è tradotto in preghiera l’impegno per il diacono di essere segno di Cristo servo, di essere “ministro della soglia” con il cuore rivolto verso Dio ma il volto, le mani e i piedi rivolti ai fratelli che bussano alla nostra porta e chiedono dignità e accoglienza. L’esperienza vissuta della gioia e nella fraternità conferma la ricchezza dei momenti di formazione che riaccendono e rinsaldano le ragioni del proprio ministero e aiutano a vivere un progetto di Chiesa che guarda oltre i confini diocesani e cammina insieme verso la meta comune. (T. e B. Comparetto – L’Amico del Popolo)



