Torino – Un torneo di calcio, come i tanti che si svolgono in questi mesi estivi negli oratori e nelle associazioni di promozione sociale, dove lo sport unisce, include, soprattutto fa sentire gli atleti parte di una comunità che accoglie e accompagna, in particolare chi è più fragile e indifeso.
È l’iniziativa che la cooperativa sociale «Gruppo Arco» ha organizzato ieri, 20 giugno, in sinergia con il Comune di Torino, il progetto Sprar della Prefettura (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e l’AMMP (Associazione Maria Madre della Provvidenza), attraverso una competizione calcistica che ha riunito, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, alcune delle comunità di minori stranieri non accompagnati (Msna) accolte a Torino. «Rondine Cup» è il nome del torneo, che si è giocato presso la sede della cooperativa Arco in Borgo San Paolo (via Capriolo 18), dedicato alla comunità di 15 minori soli, «Casa Rondine», ospitata presso la struttura. Hanno preso parte – riferisce il settimanale diocesano “La Voce e il Tempo” – alle partite le comunità torinesi «Casa Rondine» del Gruppo Arco, «Casa che accoglie» dei Salesiani di Borgo San Paolo e di San Salvario, «Centro Civico Zero», «Nuova Aurora» dei Gruppi di volontariato vincenziano nel quartiere San Donato, le cooperative sociali «Biosfera» e «Tenda» e la fondazione «Difesa dei fanciulli». Dopo gare a gironi le otto squadre partecipanti sono state premiate dall’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia che ha incontrato i ragazzi uno ad uno.



