Migrantes Modena-Nonantola: i deboli e le minoranze sono immagine di Gesù sulla croce

Modena – Non possiamo nascondercelo. Il dibattito infuocato e i fatti delle ultime settimane sui profughi e richiedenti protezione internazionale, ha mostrato una parte di Italia che non avremmo voluto vedere, fatta di rancore e risentimento. Su questi sentimenti si è costruito, non solo da parte di alcune forze politiche, il capro espiatorio e l’immagine del nemico che, come sempre in questi casi, sono i più deboli, quelli che non si possono difendere, le minoranze.

E’ altrettanto evidente la preoccupazione che attraversa tutta la Chiesa Cattolica, dai vertici, fino ai parroci, dai movimenti e le associazioni che hanno nella loro ragione fondativa la solidarietà evangelica, fino ai volontari dei centri di ascolto parrocchiali che combattono ogni giorno per ridurre o per lo meno attenuare la povertà e l’esclusione sociale.

Preoccupazione perché, per noi cristiani, quei deboli, quelli che non si possono difendere, le minoranze, sono immagine di Gesù Cristo sulla croce.

L’astio, la violenza verbale, sui social ma non solo, che si sta già traducendo anche in numerosi micro–episodi di chiara intolleranza e prepotenza verso il diverso, la diffamazione conclamata, la disinformazione scientifica, sono tutti ingredienti che ci fanno accendere il campanello d’allarme: c’è ancora posto nel cuore degli Italiani per l’annuncio evangelico?

Nei paesi dove i cristiani sono oggetto di discriminazione, dove le chiese vengono attaccate e bruciate, non si è forse cominciato allo stesso modo? Ce lo insegnano, ad esempio, i fratelli e le sorelle cristiane che fuggono da certe zone della Nigeria: prima l’insulto, poi la diffamazione, poi le false accuse ed infine la violenza diretta.

Mentre riconosciamo il pericolo, non sottovalutiamo le tantissime realtà, cattoliche e non, che ‘resistono’, spesso nel silenzio, che continuano a servire il povero, ad accogliere lo straniero, a lenire le ferite della vita. Questi sentimenti e queste preoccupazioni, sono richiamate, fra gli altri, da un ben più autorevole intervento ossia la lettera che don Giovanni De Robertis, attuale Direttore della Fondazione Migrantes della CEI ha inviato alcuni giorni fa a margine della vicenda della nave Aquarius. (Giorgio Bonini – Migrantes Modena-Nonantola)